Comunicato n. 17/2013: Valutazione della Performance alla Farnesina

 Valutazione della Performance alla Farnesina: il “6 politico” !

E continuiamo a chiederci: ma chi valuta i valutatori?

 Anche quest’anno presso la sede centrale e in tutte le sue diramazioni se ne sono viste di tutti i colori.

 

Ancora una volta abbiamo assistito alle vere e proprie Performances messe in atto dai valutatori del MAE.

Performances per valutare la Performance? Eh sì, perché anche quest’anno la valutazione della Performance si è rivelata molto, ma molto legata alle peculiarità individuali dei singoli valutatori.

Per capirne di più , siamo andati a consultare il dizionario (abbiamo scelto il “Sabatini Coletti”) per vedere cosa, nella nostra cara lingua madre, s’intende per Performance:

  • 1 Prestazione di un atleta, di una squadra o di un animale da gara: un’ottima p.; spettacolare esibizione in pubblico di un artista
  • 2 estens. Risultato ottenuto da qlcu. o da qlco.: p. ottenuta da una macchina; p. elettorale di un partito
  • 3 Forma di produzione artistica nata negli anni Settanta, basata sull’improvvisazione e sull’impiego di tecniche multimediali
  • 4 Nel l. finanziario, rendimento: titoli azionari con una buona p.; affermazione commerciale di un prodotto.

Costatiamo quindi che l’impiegato è stato valutato per la sua prestazione (anche se certamente non atletica, artistica o di natura zoologica) e per il suo rendimento (anche se – e meno male, visti i tempi che corrono- non paragonabile a un titolo azionario), ma anche per il 2012 la definizione oggettiva degli obiettivi da raggiungere -e il loro monitoraggio- è restato solo un desiderio.                                                                                

I risultati sono, ancora una volta, di natura molto soggettiva. Legati cioè al soggetto giudicatore.

Alcuni valutatori, infatti, continuano a cimentarsi in vere e proprie esibizioni artistico-filosofiche del tipo “si valuta la buona volontà dell’impiegato, anche se scarsamente dotato”, riportandoci al romanzo “Il Pianeta delle Scimmie” più che al barone De Coubertin.

Qualche altro valutatore ha esortato caldamente a “non guardare le valutazioni degli altri ed evitare i confronti!” Insomma, poco importa chi realmente stia avanti a te. Gli ultimi potranno essere i primi. Lo dice anche il Vangelo!

E così i valutatori hanno applicato alla lettera il significato esteso di Performance, esibendosi in una “Forma di produzione artistica basata sull’improvvisazione e sull’impiego di tecniche multimediali”.

 

Insomma, dimmi chi ti valuta e ti dirò come sarai valutato!

Diamo quindi  un’occhiata alla tipologia del valutatore nella Pubblica Amministrazione:

Valutatore Pacifico: è un valutatore amante della pace, non vuole rotture di scatole e adotta il sistema del “6 politico”. Riserva le eccellenze a pochissimi suoi intimi. Premia molto la buona volontà, asserendo che se avesse uno scimpanzé tra i suoi collaboratori, gli darebbe il massimo dei voti, se il simpatico animale solo riuscisse a mettere l’uno sopra l’altro due semplici cubi.  Ecco la Performance del Pacifico: Ti guarda con gli occhi buoni, paterni, pacca sulla spalla con un bisbigliato “ e cerchiano di migliorare, mi raccomando…“.

Valutatore Miope: percepisce solo i collaboratori che vede e tocca con mano. Basta essere collocati tre porte più in là,  per sfuggire alla sua percezione. Si avvilisce non poco quando legge il tuo nome sull’elenco dei valutandi. Si scervella, tentenna e si chiede “ma chi cacchio è questo?”. Poi, inevitabilmente, si affida al giudizio di chi gli sta più vicino. Lo fa con gratitudine, liberandosi dall’imbarazzo. La Performance del Miope: fa di tutto per evitarti nei corridoi. Quando proprio non ne può fare a meno, ti saluta in fretta e se ne va. Se hai dei dubbi sulla valutazione, ti promette di riparlarne. Il giorno dopo si dimenticherà della tua esistenza.    

Valutatore Nevrotico: beve molto caffè. È un poco ipocondriaco. Ogni sua collaboratrice (raramente collaboratore) che riesce ad anticipargli il desiderio di caffè, che lo esorta ad andare dal medico e che gli prepara l’aspirina al momento gusto, riceve un‘ottima valutazione.  Ecco la Performance del Nevrotico:Ti dice un semplice “grazie”. Ti guarda con riconoscenza e complicità perché conosci le sue debolezze e assecondi i suoi Tic nervosi. Sa di poter contare su di te, geloso custode delle sue nevrosi.

Valutatore Esteta: ammira e apprezza molto l’eleganza, il profumo, le fattezze fisiche delle sue strette collaboratrici (raramente collaboratori). Chi riesce a soddisfare le sue esigenze estetiche, si assicura una buona valutazione. Basta poco. Un goccio di Chanel in più, un tailleurino chic ed è raggiunto il massimo degli obiettivi: attirare l’ammirazione di un capo distratto, assorto, ma troppo assorto, da troppe complicate carte. La Performance dell’Esteta: si giustifica, dicendo che poco conta un centinaio di pratiche inevase a confronto di un alone di profumo nei tristi meandri del suo Dicastero. E poi, una blusa di chiffon portata con grazia, ben compensa qualche errore di ortografia…   

Valutatore Paranoico: è un fissato del controllo su tutto e di tutti. Teme congiure ai suoi danni. Odia le critiche, anche le più innocenti e costruttive. Valuta con ottimi voti ogni informatore sulle pecche altrui. È anche un poco maniaco del pettegolezzo. Premia ogni chiacchiera riportatagli sulle cose private, e non, dei suoi collaboratori. Chi riesce a soddisfare la sua mania di controllo, anche per mezzo della delazione, si assicura un’ottima valutazione. Performance del Paranoico: Ti parla a porte chiuse. Crea quel clima di complicità che rassicura il suo collaboratore delatore. La sua frase preferita è: Tutto quello che ci diciamo, resta tra noi!           

Valutatore corporativo: ama il gioco di squadra. Soprattutto se la squadra è collocata ai piani più alti. Il solo fatto che appartieni al suo Reparto, alla sua Direzione al suo Consolato già ti qualifica. Si ritiene una sorta di divinità e tollera nel suo olimpo solo Dei. Hai voglia di essere mediocre. Sei nella sua squadra? E allora, brocco o non brocco, giochi in Nazionale. Performance del Corporativo: invita spesso a cena il suo staff. Non ha problemi a definire pessima tutta la restante macchina amministrativa, definendo il suo reparto, il cuore, il motore che tiene in moto un corpo se pur malato. La sua frase preferita: non permetterò mai che altri siano giudicati meglio di voi. Voi appartenete a me e risplendete di luce riflessa. È un vostro diritto!

Ognuno potrà allungare l’elenco, secondo le esperienze fatte. E siamo certi che sia allungabile, molto allungabile!

Siamo comunque convinti che sia dimostrato, anche quest’anno, come la valutazione della Performance abbia solo prodotto a sua volta Performances di dubbio gusto (anche se a tratti molto divertenti) e che quanto segnalato da questa nostra Sigla sindacale sull’inopportunità e ingiustizia di questo tipo di valutazione continui, purtroppo, a rivelarsi più che vero.

CONFSAL UNSA Coordinamento Esteri
Il Segretario Nazionale Iris Lauriola

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