Valuta di pagamento degli stipendi all’estero: la CONFSAL UNSA Esteri apre di una breccia nel muro del Decreto interministeriale 5949/2002

Valuta di pagamento degli stipendi all’estero:
la CONFSAL UNSA Esteri apre una breccia nel muro 
del Decreto interministeriale 5949/2002

Nel lontano 2011 l’Avvocatura Generale dello Stato subordinava la possibilità di cambiare la valuta contrattuale delle retribuzioni del personale a contratto solo ad una modifica del decreto interministeriale n. 5949 del 31.12.2002, che introduceva la regola generale della determinazione in Euro per tutti i nuovi contratti di lavoro. 

Il nostro sindacato dichiarava da subito che l’applicazione del decreto in parola avveniva impropriamente, poiché in violazione del disposto del D.Lgs.103/2000. 
In  considerazione delle forti penalizzazioni economiche a cui venivano sottoposti i dipendenti assunti dopo l’1.1.2003, la nostra sigla chiedeva subito la formulazione di un nuovo decreto interministeriale MEF/MAE che ammettesse detta modifica per tutto il personale, anche quello di nuova assunzione, in osservanza della legge regolante i contratti individuali di lavoro. 

L’istanza della CONFSAL UNSA veniva fatta propria dalla DGRI, che apriva una trattativa col MEF ai fini della riformulazione del decreto suddetto, circoscrivendo tuttavia il passaggio alla moneta locale solo ai Paesi nei quali sussiste un obbligo giuridico di determinazione delle retribuzioni in valuta locale.
Il nostro Sindacato ha sempre rifiutato questa limitazione, poiché il disposto dell’art.157 del D.Lgs.103 non lascia dubbi d’interpretazione. Per questo motivo abbiamo addirittura proposto ricorsi al giudice del lavoro per affermare il principio che il personale, ad eccezione di situazioni particolari di Paese, che devono essere debitamente considerate, deve essere pagato in moneta locale.

Apprendiamo ora che questo lungo iter, iniziato nel 2011 con trattative della DGRI presso il MEF, è finalmente giunto a conclusione con la modifica del decreto interministeriale n. 033/5949, che consentirà la conversione degli stipendi da Euro in moneta locale, tuttavia solo per i Paesi nei quali esiste una norma imperativa locale che lo impone. 

La CONFSAL UNSA Esteri esprime la propria soddisfazione per aver svolto, ancora una volta, un ruolo determinante per la soluzione del gravoso problema della valuta di pagamento degli stipendi, seppur – per il momento – unicamente per i Paesi in cui la valuta locale è imposta dalle norme imperative del posto. Questo importante e fondamentale primo passo, ci lascia ben sperare in un ampliamento dei Paesi in cui, in futuro, i dipendenti potranno essere pagati in moneta locale e, quindi, sottratti al ricatto mensile delle oscillazioni valutarie.

Al nostro Sindacato è ben chiaro che in taluni Paesi – nei quali sono presenti situazioni politico-economiche particolari, oppure la cui valuta non dà sufficienti garanzie di stabilità – non si potrà prescindere dalla valuta di pagamento Euro, come del resto previsto dallo stesso D.Lgs103/2000. 

Roma, 05.02.2015 CONFSAL UNSA COORDINAMENTO ESTERI

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