UNSA: SCIOPERO GENERALE, NOI NON CI SAREMO.

UNSA: SCIOPERO GENERALE, NOI NON CI SAREMO.

Cari Amici,

Cari Lavoratori che con attenzione seguite tanto le iniziative, quanto le posizioni politiche di questa Organizzazione Sindacale, fermo restando il rispetto per chi sciopera,

Vi comunico che la Federazione Confsal-UNSA, a seguito di un approfondito e democratico dialogo svolto all’interno dei propri organi statutari, ha deliberato di non aderire allo sciopero generale.

I motivi sono squisitamente politici. Riteniamo infatti che davanti ad un problema immenso e cruciale per i lavoratori come quello del rinnovo del contratto e dello sblocco dello stipendio, sarebbe stata necessaria una convergenza di tutte le OO.SS. su una medesima data in cui realizzare la giornata di sciopero, in modo da rappresentare al potere politico tutta l’unità dei corpi sociali.

Le divisioni sindacali sulla data dello sciopero, che sia il 1°, il 5 o il 12 dicembre, rappresentano un’imperdonabile occasione persa per tutto il mondo sindacale e arrecano un grave danno ai lavoratori. Molti responsabili sindacali non hanno compreso, purtroppo, che le divisioni di bandiera, per far aumentare la visibilità della propria organizzazione, allontanano l’obiettivo comune.

In questi anni l’UNSA ha realizzato un’azione sindacale che per intensità e qualità sicuramente non è stata seconda a nessuno e lo ha fatto con tutti i mezzi possibili, dalla piazza ai ricorsi giudiziari. Abbiamo lottato e stiamo lottando ancora per il rispetto dovuto ai lavoratori pubblici, per il rispetto dovuto alla Costituzione come Fonte delle Fonti del nostro ordinamento giuridico e morale, e per il rinnovo di un contratto di lavoro vergognosamente lasciato in cantina dal 2009 e che non vogliamo far ammuffire.

Solo per rinfrescare la memoria a chi si chiede cosa abbia fatto il sindacato in generale in questo periodo di crisi, va risposto e mostrato che il nostro sindacato davanti all’arroganza del potere politico (che per inciso, sia ben chiaro, ha la particolarità di possedere in mano le chiavi della stanza dei bottoni e di fare le leggi anche senza e anche contro i sindacati e i lavoratori) ha realizzato le seguenti attività nel corso di molti anni dando una continuità e una solida coerenza alla propria linea:

LE AZIONI REALIZZATE. I FATTI, NON LE PAROLE.

  1.   Sciopero del comparto contro il Decreto Salva Italia del Governo Monti e la Riforma Fornero – 19 dicembre 2011;
  2.   Piazza Santi Apostoli, Roma 23 giugno 2012 e sit – in Piazza Montecitorio, Roma 18 luglio 2012, contro una sbagliata «spending review» promossa dal Governo;
  3.   “Stipendio DAY”, 10 novembre 2012 – per lo sblocco del contratto;
  4.   Promozione del “Referendum” contro il Blocco della Contrattazione e Contro la Riforma Fornero, giugno – settembre 2013;
  5.   Sit–in Piazza Montecitorio, Roma, 6 giugno 2013;
  6.   Piazza Montecitorio, 19 novembre 2013 contro l’ulteriore blocco del contratto;
  7.   Posizione a livello europeo del problema del blocco della «Contrattazione in Italia nel pubblico impiego»: riunione UNSA con CESI (Confederazione europea dei Sindacati Indipendenti) del 26 novembre 2013;
  8.   Realizzazione delle “Linee Programmatiche per la Riforma della PA” inviate al Presidente del Consiglio Renzi e al Ministro per la PA Madia quali proposte dell’UNSA per la Riforma della Pubblica Amministrazione, aprile 2014 [alcune proposte sono state accolte, ad esempio quella relativa alla titolarità del contratto dei pubblici dipendenti da ascrivere direttamente in capo alla Funzione Pubblica];
  9.   “Contratto DAY”, 11 ottobre 2014, per l’immediato sblocco del contratto nelle PA.
  10.   Ricorso Giurisdizionale che ha posto la questione di legittimità costituzionale sul prelievo del 2,50% e che è stato giudicato fondato dal Tribunale di Reggio Emilia che ha inviato il ricorso alla Corte Costituzionale.
  11.   Ricorso giurisdizionale sul Blocco del Contratto arrivati, anch’esso davanti alla Corte Costituzionale, perché durante il giudizio ordinario è stata riconosciuta fondata l’ipotesi di incostituzionalità delle disposizioni impugnate, sia dal Tribunale di Ravenna che da quello di Parma (quest’ultimo con recente ordinanza del 19.11.14). Nessun sindacato è arrivato contemporaneamente con due ricorsi davanti alla Corte Costituzionale, a testimonianza della capacità e della professionalità di questo sindacato.
  12.   Diffida ad aprire il negoziato per il rinnovo del contratto del pubblico impiego al Presidente del Consiglio Renzi e al Ministro per la PA Madia, e in caso di inadempienza intimazione di denuncia ai sensi dell’art. 328 codice penale.
  13.   “Notte degli Statali”, con Fiaccolata di Protesta dei Dipendenti pubblici, davanti alla Camera dei Deputati, per dare voce ai lavoratori e al loro “no” detto al Governo e alla Legge di Stabilità in discussione in Parlamento che prevede un ulteriore blocco del contratto e dello stipendio per tutto il 2015, Roma, 27 novembre 2014.

Tutta questa attività ci permette di avere la coscienza pulita riguardo il giorno dello sciopero. Non siamo costretti a farlo, come sindacato e come lavoratori, per dimostrare che sappiamo fare sindacato.

Ciò che abbiamo fatto ci consente di poter avere una visione lucida e senza pressioni esterne.

Ed è per questo che riteniamo che in questo periodo in cui i lavoratori sono in difficoltà, il movimento sindacale nel suo complesso è tenuto a fare uno sforzo ulteriore, che è quello di mettersi in gioco fino in fondo,senza divisioni, e unire tutte le forze democratiche che vogliono difendere non sé stesse, ma i diritti dei lavoratori, quei diritti per i quali proprio il sindacato nel dopoguerra ha battagliato ed ha raggiunto, così da riaffermarli insieme e coralmente davanti ad una classe politica che ha perso completamente il contatto con la gente.

Ecco perché l’UNSA dice NO ad un sciopero non unitario.

Forse è giunto il momento di far sentire tutti insieme, sindacati e forze politiche, che i diritti vanno tutelati e che, al di la delle appartenenze e delle diverse identità, esiste solo una bandiera sotto la quale tutti si possono riconoscere che è quella del “Rispetto dei Diritti = Democrazia”.

IL SEGRETARIO GENERALE

         Massimo Battaglia

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