Unsa a Tutte le Amministrazioni – applicare il massimo di Lavoro da Remoto

Oggetto: richiesta applicazione estesa smart working ai fini della tutela della salute dei lavoratori

Questa O.S. sin dalla dichiarazione governativa dello stato di emergenza sanitaria del 31 gennaio 2020 si è prodigata con un’azione sindacale instancabile per tutelare la salute dei lavoratori del comparto funzioni centrali, chiedendo prima dell’adozione della relativa normativa la pronta attuazione generalizzata del lavoro da remoto nelle diverse amministrazioni pubbliche.

L’UNSA oggi osserva con preoccupazione il rapido dilagare della nuova variante del Covid-19, la c.d. variante “omicron”, che si caratterizza per un’alta contagiosità e di conseguenza una velocissima diffusione.

Atteso il fatto che la vaccinazione non produce l’immunità dal contagio, ma favorisce semmai la tutela contro gli esiti infausti della malattia, le preoccupazioni dei lavoratori pubblici -anche per il pericolo di portare il virus nell’ambiente domestico- stanno tornando a crescere esponenzialmente.

Pur in presenza di un limite legislativo vigente secondo cui l’attività in presenza deve essere “prevalente”, ci risulta che in molte amministrazioni l’applicazione del lavoro agile emergenziale sia ben al di sotto di tale soglia ammessa dalla Legge e ciò -in una fase ulteriormente espansiva della pandemia- espone i lavoratori pubblici a inutili rischi di contagi.

La Confsal-UNSA chiede a tutte la Amministrazioni delle Funzioni Centrali di utilizzare nella misura massima possibile -nel rispetto dell’attuale cornice legislativa- il ricorso al lavoro da remoto, quale strumento principale per limitare i contatti negli uffici e i relativi contagi e al fine di porre le condizioni organizzative basilari per la tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori.

Si porgono distinti saluti.

Il Segretario Generale

Massimo Battaglia

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