Sistema di valutazione: esiti delle rilevazioni relative al 2011

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Il 31 dicembre u.s. è terminato il primo anno di misurazione della performance ai sensi

del D.Lgs.150/2009. Gli esiti dell’esercizio stanno confluendo in questi giorni nella raccolta delle valutazioni del personale di ruolo e a contratto italiano a Roma e all’estero.

Al riguardo, questa O.S. riceve quotidianamente proteste da parte di iscritti e simpatizzanti, i quali lamentano l’assegnazione di valutazioni individuali nelle quali, ahinoi, non si rispecchiano affatto.

Peraltro la costante riduzione di personale a Roma e all’estero, a fronte di maggiori impegni istituzionali delle sedi, provoca, oramai da diversi anni, un aumento progressivo dei carichi di lavoro dei dipendenti, i quali – seppur a fronte di mille difficoltà – non si sottraggono nel lavoro quotidiano a queste ulteriori incombenze.

Di fatto i dipendenti della Farnesina continuano a dare prova di grande responsabilità, spirito di sacrificio ed adattabilità – senza colpo ferire – alle situazioni contingenti, nonostante si assista alla latitanza dell’Amministrazione su molteplici aspetti, peraltro previsti dalla normativa in vigore, riguardanti le valutazioni, quali la necessità di definire a priori le prestazioni attese dal lavoratore, gli obiettivi da raggiungere per poter valutare le prestazioni rese come pure il monitoraggio, tutti argomenti che rientrano nel discorso di ottimizzazione della performance della sede.

E’ palese che, a fronte di ogni valutatore che non considera debitamente l’aspetto certamente non marginale connesso al volume dei carichi di lavoro esistenti presso talune sedi a causa di atavici ritardi nella elaborazione di atti interni, oppure a seguito di razionalizzazione ed accorpamento di sedi estere, si cela un lavoratore deluso ed amareggiato dal mancato riconoscimento degli sforzi posti in atto dal medesimo, nonostante le difficoltà oggettive riscontrabili nella sua sede. E’ evidente che queste lacune intaccano ciò che si suol definire” benessere lavorativo”.

Tale sensazione di frustrazione diventa, poi, vero e proprio sdegno, quando l’attribuzione della valutazione si trasforma, mediante l’assegnazione di punteggi medio-bassi, in un vero e proprio strumento per scaricare sui lavoratori responsabilità di gestione interna delle sedi. Troppo spesso le inefficienze derivanti dalla lacunosa distribuzione dei compiti interni, dalla lacunosa messa a disposizione di dotazioni informatiche – in taluni casi a dir poco obsolete – da un aumento ed appesantimento di alcune procedure consolari nonché da un’offerta formativa del tutto insufficiente che esclude diverse migliaia di lavoratori del MAE, vengono messe in carico agli stessi lavoratori.

La CONFSAL UNSA non può, inoltre, rimanere sorda alle numerose segnalazioni pervenute da diverse parti del mondo, nelle quali i lavoratori rappresentano la percezione di valutazioni viziate da elementi estranei al sistema di valutazione stesso. Per citare un esempio, le lavoratrici ed i lavoratori che usufruiscono di part-time, hanno una valutazione sensibilmente peggiore a quella assegnata al restante personale. Tutto ciò crea comprensibile malcontento, non favorisce motivazione ed impegno individuale e pone le basi per un’implosione del sistema stesso.

Se si aggiungono a quanto finora esposto le pressioni che taluni capi missioni operano sul personale, affinchè il medesimo, in caso di non condivisione del giudizio espresso, non faccia ricorso allo strumento della valutazione di seconda istanza, il quadro è più che completo.

A questa sequenza di rimostranze si aggiunge inoltre un aspetto, che, a parere di questa O.S., è fondamentale in ambito di valutazione della performance se si considerano i dettati del DL 150/2009. L’art.45, comma 5 del DL in parola esclude infatti dalle valutazioni il “personale non diplomatico in servizio all’estero.” Tale circostanza, più volte evidenziata all’Amministrazione, la quale ha tuttavia preferito procedere con le valutazioni anche del personale in servizio all’estero (nel caso del personale a contratto perfino in ambito di ripartizione di quote Fua), è divenuta oggetto di una diffida che questo Sindacato ha presentato al MAE per il tramite del proprio legale di fiducia ai fini di una maggiore chiarezza in argomento. La CONFSAL UNSA non mancherà di informare i propri iscritti circa gli esiti di questa iniziativa.

Nel frattempo il nostro Sindacato esorta tutti i lavoratori che, non riconoscendosi nella valutazione ottenuta intendono far uso dello strumento della valutazione di seconda istanza (entro il 30 marzo p.v.), a contattare la Segreteria, per rappresentare le criticità emerse nella loro sede ed individuare insieme soluzioni ad hoc.

Roma, 24 gennaio 2012

CONFSAL UNSA Coordinamento Esteri

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