SENATO – ZAMPATA SUL DISEGNO DI LEGGE MARCO FEDI SUI DIRITTI SINDACALI !

CGIL e SNDMAE chiedono alla Commissione Esteri del Senato di emendare il testo

A 6 anni dalla presentazione della PDL 717 a firma dell’ On. Marco Fedi sui diritti sindacali, a  3 anni  dal varo della norma da parte della Camera, a 4 mesi dall’approvazione del disegno di legge in parola da parte delle competenti Commissioni del Senato e ad una sola settimana dalla discussione in Aula del Senato, CGIL e SndMae, in un’insolita azione comune, tentano di assestare un’ultima zampata all’iter parlamentare della norma in questione.

Infatti il Sindacato diretto da Susanna Camusso ed il SindMae hanno chiesto, in occasione di un recente incontro presso la Commissione Esteri del Senato, la cassazione del testo di legge varato dalla Camera, nonché dalle competenti Commissioni del Senato, per sostituire lo stesso con quanto segue:

“Art.1. Riconoscimento della rappresentanza sindacale del personale delle rappresentanze diplomatiche e consolari e degli Istituti Italiani di Cultura assunto localmente.

A tutto il personale assunto presso le rappresentanze diplomatiche e consolari e degli Istituti Italiani di Cultura con contratto regolato dalla legge locale e’ riconosciuto, in relazione alla peculiarità dello specifico rapporto di lavoro ed indipendentemente dalla nazionalità di appartenenza, il diritto alla rappresentanza sindacale nel luogo di lavoro, con modalità definite d’intesa fra i Ministeri del Lavoro e degli Affari Esteri, sentite le Organizzazioni Sindacali.”

E’ un po’ come dire ai dipendenti assunti localmente: potete salire sullo stesso autobus dei bianchi, ma dovete trovar posto solo nella parte riservata ai neri……

Come potrebbe il nostro Sindacato esprimere consenso ad una simile formulazione che, di fatto, opera un taglio netto nella rappresentanza sindacale di tutti i lavoratori del MAE, introducendo il principio di rappresentanza sindacale di serie A e di serie B mediante l’introduzione di figure sindacali che potrebbero attivarsi solo localmente, che non  sarebbero  destinatarie delle prerogative sindacali quali permessi e distacchi ai sensi delle nostre norme, che non contribuirebbero a definire la rappresentatività sindacale del comparto, insomma che assolverebbero ad una funzione sindacale “fantasma” al MAE ?
 
CGIL e SndMae, vi chiediamo: cui prodest, a chi giova?

Mentre infatti la legge istitutiva della rappresentanza sindacale unitaria sul posto di lavoro estendeva il diritto di voto a tutti i lavoratori, la previsione di una rappresentanza sindacale differenziata sulla base della peculiarità dello specifico del rapporto di lavoro nel luogo di lavoro, oltre a contrastare con i principi della Costituzione e della normativa comunitaria sull’antidiscriminazione, non eleva i lavoratori assunti localmente a destinatari della rappresentanza RSU e non elimina affatto la disparità di trattamento attualmente in essere.

L’ art. 93 della Legge 109 del 2003 stabilisce che ” il personale dell’Amministrazione degli Affari Esteri e’ costituito dalla carriera diplomatica.. ( omissis ).., dalla dirigenza e dal personale delle aree funzionali come definiti e disciplinati dalla normativa vigente, nonche’ dagli impiegati a contratto in servizio presso le rappresentanze diplomatiche, gli uffici consolari, e gli istituti italiani di cultura”.

Nel bandire  ogni differenziazione insensata nel campo dei diritti sindacali  ed in ossequio al principio di ” stesso lavoro, stessi diritti fondamentali “, il nostro Sindacato chiede ora a tutte le parti coinvolte la massima coerenza, fermezza e linearità, affinché questa forma di APARTHEID SINDACALE abbia finalmente a cessare a 14 anni dall’istituzione delle rappresentanze sindacali unitarie, grazie ad una norma giusta e dovuta ad una categoria di lavoratori che servono diligentemente e con la massima serietà il nostro Paese  all’estero.

 Roma, 10 marzo 2011

                                                          CONFSAL UNSA COORDINAMENTO ESTERI

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