RIDURRE LE SPESE DI AFFITTO PER AMBASCIATE E CONSOLATI: CARINELLI (M5S) INTERROGA BONINO E SACCOMANNI

ROMA\ aise\ – “Ricollocare sedi, residenze, alloggi” di Consolati e Ambasciate “riducendo sensibilmente le spese di affitto per impedire che siano sempre i cittadini a pagare i costi della crisi, quando secondo gli interroganti ci sono categorie privilegiate a cui sembra sia tutto dovuto”.

È quanto richiesto dalla deputata 5 Stelle Paola Carinelli nell’interrogazione rivolta ai Ministri degli esteri e dell’economia, Bonino e Saccomanni, per sollecitare la riduzione di una spesa – quella per gli affitti della rete consolare – che, come sostenuto dalla Corte dei Conti, incide moltissimo sui costi complessivi di funzionamento della rete.  

“La legge n. 148 del settembre 2011, in materia di stabilizzazione finanziaria e di sviluppo, – scrive Carinelli nella premessa – individua nel suo primo articolo “la riorganizzazione della rete diplomatico-consolare” tra le misure essenziali della spending review; la rete diplomatica italiana con 319 sedi estere tra ambasciate, rappresentanze permanenti, uffici consolari e istituti di cultura necessita di una seria riorganizzazione per renderla più rispondente non solo alle esigenze di spending review, ma anche ai cambiamenti geopolitici per rispondere ai nuovi scenari internazionali. Sotto questo profilo va rilevato che delle 127 ambasciate, il 34 per cento si concentra ancora nell’area europea”.

“La legge n. 135 del 2012 – ricorda la deputata – ha indicato alla Farnesina di riorganizzare la propria rete attuando una riduzione del 20 per cento del personale diplomatico e dirigenziale e il 10 per cento del restante personale di ruolo, appartenente alle aree funzionali; il programma di razionalizzazione della rete diplomatico-consolare e culturale è strettamente collegato al miglior utilizzo del patrimonio immobiliare di cui il Paese dispone all’estero”.

“Il patrimonio immobiliare ubicato all’estero – annota – è stato recentemente censito in attuazione del “Piano di razionalizzazione del patrimonio immobiliare all’estero”, di cui ai commi 1311 e seguenti dell’articolo 1 della legge n. 296 del 2006 (legge finanziaria 2007). Sono stati individuati 296 immobili ricomprendenti una vasta tipologia: alcuni destinati a un utilizzo puramente istituzionale (ambasciate, consolati, istituti italiani di cultura, scuole), altri strumentali a tali attività istituzionali (residenze di titolari, alloggi di servizio del personale, e altro), altri ancora con differenti destinazioni d’uso (concessioni a enti gestori, scuole, chiese, biblioteche, circoli degli italiani); i canoni di locazione (uffici delle sedi; residenze dei capi missione; alloggi di servizio del personale) quantificabili in circa 30 milioni di euro annui, costituiscono la spesa maggiore dei costi di funzionamento delle strutture che formano la rete diplomatico-consolare, circa il 50 per cento dei costi complessivi di funzionamento della rete”.

“Il conseguimento dell’obiettivo, indicato nel piano della performance 2012 del Ministero degli affari esteri, della riduzione dei canoni locativi residenziali del 9,82 per cento rispetto a giugno 2010 – secondo Carinelli – rappresenta una percentuale ancora troppo bassa di riduzione di spesa; la riorganizzazione della rete procede, tuttavia, con estrema lentezza”.

La deputata, quindi, chiede di sapere “in generale, come l’amministrazione si stia adoperando per raggiungere gli obiettivi di riduzione dei canoni di locazione; in particolare, quando sarà possibile rinnovare i contratti in essere privilegiando soluzioni meno onerose” e, infine, “quali urgenti iniziative intendano intraprendere, nell’ambito delle rispettive competenze, per ricollocare sedi, residenze, alloggi riducendo sensibilmente le spese di affitto per impedire che siano sempre i cittadini a pagare i costi della crisi, quando secondo gli interroganti ci sono categorie privilegiate a cui sembra sia tutto dovuto”. (aise)

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