RIADEGUAMENTI RETRIBUTIVI PERSONALE A CONTRATTO MAECI – CONFSAL UNSA ESTERI, NO DECISO A ELEMOSINE, SI APPLICHI LA RATIO DELLA LEGGE CIPRINI

A poche ore dalla convocazione delle Sigle sindacali per la presentazione del nuovo piano riadeguamenti stipendiali del personale a contratto per l’anno 2022, appare urgente ribadire con forza il carattere preminente e non più derogabile dell’applicazione della legge Ciprini, che a distanza di 15 mesi dalla sua entrata in vigore,  rappresenta ancora qualcosa di evanescente presso la Farnesina, sebbene si tratti di una norma chiara che prevede l’interconnessione tra aumenti, variabili locali e coinvolgimento delle Sigle sindacali.

„Peccato, tuttavia, che tale interconnessione continui a sfuggire all’Amministrazione degli Esteri”. Lo dichiara in una nota Iris Lauriola, segretario nazionale della Confsal Unsa Esteri.

“Sono anni che il personale a contratto subisce l’onere delle inadeguatezze organizzative, contrattuali e amministrative del MAECI, – sottolinea Lauriola – dove si sono sedimentate vacanze di organico endogene e strutturali, compromissione delle disponibilità finanziarie e blocco assunzionale, e su cui l’ultimo biennio di crisi pandemica ha infierito con il colpo di grazia: il funzionamento operativo del sistema paese  gravita oltre i confini nazionali  sulle spalle di questi dipendenti a causa della ben nota carenza di personale di ruolo e si sente nelle tasche di questi lavoratori, in quanto la loro retribuzione è ferma anche da 10 anni in alcuni Paesi.

Sarebbe pertanto offensivo se il MAECI intendesse accordare – dopo anni di attesa – misere percentuali di incremento retributivo, noncurante delle variabili di mercato locale e di comparazione retributiva con altre categorie assimilabili, nell’assurda e incomprensibile prospettiva di accogliere e assecondare quante più richieste di riadeguamento provenienti dai Paesi, spalmando in maniera meramente matematica gli spicci di un fondo che, quale datore di lavoro, non si cura nemmeno di alimentare”.

“I nostri lavoratori non hanno bisogno di elemosine, sarebbe uno schiaffo in faccia al loro fondamentale ruolo che mai come in questo momento è imprescindibile – spiega – poiché i dipendenti hanno bisogno dell’applicazione di una legge chiara e condivisa nonchè del rispetto della loro dignità di lavoratori.

Esattamente di quella dignità a cui ha fatto riferimento il Premier Draghi in Parlamento, ribadendo l’urgenza di un piano salva-stipendi con la predisposizione di misure “strutturali” tese a valorizzare soprattutto le retribuzioni delle categorie più deboli.

La CONFSAL UNSA ESTERI chiede con forza che il richiamo alla dignità del lavoro non rappresenti per il MAECI un mero fronzolo retorico, che perde qualsiasi valore non appena si valica il confine nazionale”.

Lauriola conclude: “L’Amministrazione deve farsi carico di iniziative che, nel rispetto della legge vigente, prevedano riadeguamenti adeguati e rispondenti alle reali esigenze locali e che siano frutto del combinato disposto di buon senso, calcolo degli anni di blocco stipendiale e che, nel contempo, si preoccupi di reperire i fondi affinché la disciplina possa trovare piena attuazione senza demandare oneri e responsabilità alla parte sindacale che dovrebbe avere ben altre competenze.

In caso di mancati riscontri saremo costretti a proclamare lo stato di agitazione nell’unica prospettiva di tutelare un diritto sacrosanto, ancora una volta immolato sull’altare del menefreghismo politico-amministrativo”.

Roma, 20.07.2022                                     

CONFSAL UNSA COORDINAMENTO ESTERI

Lascia un commento

Torna su