Rafforzamento degli uffici consolari italiani nel Regno Unito

PROCEDURE INFORMATIVE  

Interrogazione  

     Il presidente PETROCELLI  ricorda che l’ordine del giorno dell’odierna seduta reca l’interrogazione n. 3-00696 presentata dai senatori Malan e Fantetti, sul rafforzamento degli uffici consolari italiani nel Regno Unito.

Si tratta di una interrogazione a risposta orale, assegnata alla Commissione affari esteri, ai sensi dell’articolo 147 del Regolamento del Senato.

Per il Governo è stato chiamato a rispondere il Sottosegretario per gli affari esteri e la cooperazione internazionale, Picchi.

Ricorda all’interrogante che, secondo l’articolo 149 del Regolamento, dopo la dichiarazione del rappresentante del Governo, egli può replicare per dichiarare se sia o no soddisfatto per un tempo complessivo che non può eccedere i cinque minuti.

            Il sottosegretario PICCHI, in merito a quanto richiesto dal Senatore interrogante, ricorda innanzitutto come la Farnesina riservi la massima attenzione all’efficienza della rete consolare, in particolare nelle Sedi operanti in Paesi con importanti comunità italiane come il Regno Unito dove, in connessione con la Brexit, si è registrato un incremento esponenziale della domanda di servizi consolari. Quella nel Regno Unito è, infatti, secondo i dati ufficiali, la sesta comunità italiana per grandezza, con oltre 340.000 iscritti agli schedari consolari di Londra ed Edimburgo ma un numero simile di non iscritti, per un totale stimato di oltre 700.000 persone. Il numero di connazionali iscritti alla sola AIRE di Londra cresce ad un ritmo molto sostenuto: al 31.12.2017 i connazionali iscritti erano 305.671 (con un aumento del 9 per cento rispetto al 2016); al 31 dicembre 2018 erano 329.955 – con un aumento di più di 24.000 persone; ed al 28 febbraio 2019 sono già 334.796, aumento di quasi 5.000 persone in soli due mesi.

Quanto alla struttura della rete consolare, continua l’oratore, operano nel Regno Unito due Consolati Generali, uno a Londra (in cui, oltre al Console Generale e a due Consoli, prestano servizio attualmente circa 62 unità di personale) e uno a Edimburgo (in cui il Console Generale è assistito da 8 collaboratori).  Per mettere in condizione il Consolato Generale a Londra di far fronte al forte aumento della richiesta di servizi da parte dei connazionali in connessione alla Brexit, la Farnesina ha recentemente disposto un piano di rafforzamento delle capacità della Sede del tutto straordinario, viste anche le limitate risorse finanziarie e di organico di cui dispone. A differenza di quanto affermato dal Senatore interrogante, è stato disposto l’invio a Londra di un ulteriore funzionario diplomatico con funzioni di Console (dal gennaio 2019) e di sette funzionari consolari in assegnazione temporanea. Nel gennaio scorso è stata inoltre disposta la permanenza a Londra di altre due unità di ruolo per sei mesi ciascuna.

Del resto, fa notare l’esponente del Governo, il rafforzamento della rete estera (e a maggior ragione l’istituzione di nuovi uffici) sarà possibile solo a fronte della disponibilità di nuove risorse umane e finanziarie. Dopo il primo miglioramento, registrato nel 2018, è con la Legge di bilancio 2019 (Legge 30 dicembre 2018, n. 145) che il Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale è stato autorizzato ad assumere ulteriori 100 funzionari da inquadrare nella III Area e fino a 200 unità da inserire nei ruoli di II Area, oltre a 50 unità di personale a contratto.

È infine da aggiungere che l’incremento di 150 unità complessive, disposto dalle Leggi di bilancio del 2018 e 2019, del contingente di personale a contratto presso le sedi all’estero (nonostante le mansioni svolte siano per loro natura diverse da quelle del personale di ruolo), contribuirà ad intervenire sulle situazioni più critiche in essere nella rete diplomatico-consolare, tra cui sicuramente quella degli uffici consolari.

Per quanto concerne il personale a contratto assunto localmente, nel 2018 è stato autorizzato il potenziamento del Consolato Generale di Londra con l’assunzione di 15 unità temporanee, ciò ha portato il numero delle unità a contratto presenti a 47. Al Consolato Generale di Edimburgo, invece, sono presenti 5 unità a tempo interminato.

Un ulteriore importante sforzo per il miglioramento dei servizi a favore dei connazionali nel Regno Unito in questo delicato momento è rappresentato dalle misure urgenti disposte dal decreto Legge 25 marzo 2019, n. 22 (“Misure urgenti per assicurare sicurezza, stabilità finanziaria e integrità dei mercati, nonché’ tutela della salute e della libertà di soggiorno dei cittadini italiani e di quelli del Regno Unito, in caso di recesso di quest’ultimo dall’Unione europea”), che ha previsto maggiori risorse a favore della rete consolare italiana nel Regno Unito, attraverso le seguenti misure: a) acquisto e/o ristrutturazione degli immobili già adibiti o da adibire a sedi di uffici consolari nel Regno Unito (2,5 milioni di euro per l’anno 2019 e di 1 milione di euro per l’anno 2020); b) incremento del numero di dipendenti di ruolo destinati agli uffici consolari (750.000 euro per l’anno 2019 e di 1,5 milioni di euro   annui   a   decorrere   dall’anno   2020); c) potenziamento delle risorse per il funzionamento delle sedi coinvolte (1,5 milioni di euro a decorrere dall’anno 2019); d) incremento di 50 unità il contingente del personale locale da destinare soprattutto ai consolati; e) nell’intento di fornire servizi più rapidi ed incisivi ai cittadini all’estero, rendere l’iscrizione dei connazionali all’AIRE efficace dal momento della presentazione della dichiarazione fornita all’ufficio consolare, anziché dal momento della ricezione della stessa da parte dell’Ufficiale di anagrafe in Italia.

Quanto alla rete consolare onoraria operante nel Regno Unito, essa si compone – escludendo Gibilterra e i territori extraeuropei – di quindici Uffici consolari onorari (di cui undici dipendenti dal Consolato Generale di Londra). Come noto, i titolari delle strutture onorarie, alla luce della normativa in vigore, prestano servizio su base del tutto volontaria e senza ricevere alcuna retribuzione, potendo contare esclusivamente su un parziale contributo per le spese di ufficio, oltre al rimborso delle spese postali e quelle sostenute per sussidi ai connazionali. Ciononostante, il ruolo svolto dagli Uffici onorari è di grande e crescente rilevanza in quanto assicurano una presenza capillare sul territorio. Molti di essi, inoltre, sono stati recentemente autorizzati a procedere alla captazione dei dati biometrici per il rilascio dei passaporti, fornendo così un ulteriore servizio assai apprezzato dalle nostre collettività.

Per quanto riguarda i passaporti emessi, il Consolato Generale a Londra emette ora, anche grazie alle 15 unità di personale a contratto temporaneo assunte nel 2018, una media di 3.000 passaporti al mese (5.950 nei primi due mesi del 2019, in aumento del 35 per cento rispetto allo stesso periodo del 2018). Pertanto, tra appuntamenti fissati dai connazionali, canale emergenza, passaporti postali e quelli che ci giungono dalla rete consolare onoraria dotata di kit biometrico, il Consolato emette circa 150 passaporti al giorno, considerando una media di 20 giorni lavorativi al mese.

In merito alle modalità di prenotazione degli appuntamenti, il Consolato Generale ha riferito che il centralino telefonico è stato dotato di una nuova piattaforma informatica con sistema di coda e call back che può gestire fino a 24 telefonate simultaneamente. Data l’enorme richiesta, in alcuni momenti della giornata tutte e 24 le linee possono risultare occupate. Tuttavia, gli stessi connazionali ci segnalano che il sistema funziona e che, con una ragionevole attesa, si riesce a prenotare. Stesso discorso per quanto riguarda il PrenotaOnLine, ripristinato nei mesi scorsi. Contrariamente a quanto segnalano i Senatori interroganti, quindi, ogni giorno alle ore 19.00 diventano disponibili nuovi slot (40) per gli appuntamenti pomeridiani che attualmente vengono dati a 12 settimane.

            Sul numero di accessi giornalieri al Consolato Generale gestiti come “emergenze”, previa analisi delle situazioni specifiche, detti ingressi possono talvolta essere limitati per motivi di sicurezza. Naturalmente, coloro che usufruiscono di tale servizio ricevono il passaporto a vista.

La Farnesina, comunque, conclude il sottosegretario, continuerà in ogni caso a seguire con estrema attenzione la situazione e a valutare, ove necessario, eventuali ulteriori misure a tutela dei nostri cittadini e imprese nel Regno Unito.

         Il senatore MALAN (FI-BP) replica evidenziando, in primo luogo, che molti dei dati a sua disposizione divergono da quelli forniti dal rappresentante del Governo, che si presume abbiano come fonte gli stessi uffici consolari attualmente operanti nel Regno Unito.

            Rileva criticamente, quindi, che, nella fattispecie in oggetto, si è portati a constatare una certa discrepanza tra quanto annunciato e dichiarato nei siti ufficiali dei consolati italiani in loco e l’effettiva operatività che i medesimi uffici sono in grado di dispiegare, pur a fronte di un loro indefesso ed impagabile impegno lavorativo.

            In conclusione, prende atto delle ulteriori nuove assunzioni di personale, volte a rafforzare i servizi a favore dei connazionali, previste, per ultimo, dal recente decreto-legge  cosiddetto “Brexit”.

         Il presidente PETROCELLI dichiara, quindi, conclusa la procedura informativa in titolo.

https://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/18/SommComm/0/1106756/index.html?part=doc_dc-sedetit_pi

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