Manchester: chiude il Consolato Italiano

Comunicato n. 64 
Il prossimo 30 Settembre, giù i battenti anche per
il Consolato Italiano di Manchester

A niente o a poco sono valse le proteste dei connazionali ivi residenti, delle rappresentanze locali e di tutti coloro che contrastavano tale decisione governativa e così, come avvenuto in altre sedi, è stato assolutamente vano cercare di spiegare che il “Consolato digitale” è una bellissima idea la cui attuazione dovrebbe però essere preceduta da un corso intensivo di informatica per alunni anche sopra i 65 anni!

Inarrestabile ed inamovibile la razionalizzazione della rete consolare continua a chiudere decine di Consolati in tutta Europa e, se nella chiusura di alcuni sedi è rintracciabile della “ratio”, in quella di Manchester se ne vede ben poca.

Infatti, nonostante i 30 mila iscritti all’Aire – l’Anagrafe degli italiani residenti all’estero – e almeno altri 20 mila non iscritti nonché la presenza di una delle più vaste comunità italiane dopo quella di Londra, solo grazie all’azione condotta dai Parlamentari eletti all’Estero, dal Comites di Manchester, dalla stessa comunità (sono state raccolte oltre settemila firme contro la chiusura del Consolato) e dalla Confsal Unsa, si è riusciti a mantenere uno sportello consolare con 5 dipendenti. Vista la sorte di altre sedi europee, la comunità italiana di Manchester può ritenersi quindi “fortunata”, per essere riuscita ad avere, quanto meno, un punto di riferimento istituzionale.

Meno fortunati sono, invece, i 4 impiegati locali, per i quali l’unica alternativa alla perdita del posto di lavoro è rappresentata dal trasferimento a Londra con le proprie famiglie, senza tuttavia che i loro stipendi, di gran lunga inferiori a quelli corrisposti nella capitale, possano vedere adeguamenti al ben noto carovita londinese!

La Confsal Unsa Esteri, nel salutare favorevolmente l’istituzione di uno sportello consolare a Manchester quale punto di riferimento costante per una comunità italiana progressivamente in crescita, chiede che, come nel caso delle precedenti chiusure di sedi consolari ovvero IIC, il Ministero degli Esteri si faccia carico del grave disagio familiare, sociale ed economico arrecato al personale il quale, di punto in bianco, è costretto a lasciare la città presso cui ha prestato servizio per anni per trasferirsi, a fronte di emolumenti assolutamente inadeguati, a Londra.

La Confsal Unsa Esteri ritiene che l’adeguamento degli stipendi di questi colleghi ai parametri “londinesi” costituisca ora una priorità assoluta e non mancherà di farsi portavoce di questa esigenza nei confronti della Farnesina.

Nell’assicurare ai lavoratori coinvolti il massimo interessamento della nostra Sigla sindacale rispetto a tutte le problematiche collegate alla chiusura del Consolato di Manchester, la Confsal Unsa Esteri rinnova i più sentiti ringraziamenti a tutti coloro che ci hanno voluto supportare in questa non facile battaglia, che, come nel caso di tante – troppe – altre sedi in chiusura, ci ha visti purtroppo completamenti soli sullo scenario sindacale del Ministero degli Affari Esteri.

Roma, 7 ottobre 2011

Confsal Unsa Coordinamento Esteri

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