Letta, se si blocca per legge lo stipendio agli statali, lo si riduca subito ai parlamentari!

 BATTAGLIA:

“LEGGE DI STABILITA’: Letta, se si blocca per legge lo stipendio agli statali, lo si riduca subito ai parlamentari!”

“Riteniamo inaccettabile, secondo quanto apprendiamo dalle notizie che circolano sulla Legge di Stabilità, la conferma del blocco dei contratti al 31.12.2014 ed addirittura alla riduzione dello straordinario” afferma Massimo Battaglia, Segretario generale della Federazione Confsal-Unsa

“Anche in questa manovra così come avvenuto negli ultimi anni il pubblico impiego è il bersaglio preferito della classe politica di questo paese. Mi domando” si chiede Battaglia “quando verrà il giorno in cui non verranno più pagati gli stipendi??

Il Segretario prosegue “E’ uno strano destino quello dei dipendenti pubblici, poiché il loro datore di lavoro, lo Stato, li mortifica continuamente davanti all’opinione pubblica e li considera sempre un costo e non una risorsa. L’erogazione dei servizi e il funzionamento dell’apparato dello Stato- ribadisce invece Battaglia- non sono un optional per un paese civile e democratico.”

“Al Presidente Letta chiedo con forza, se ha ancora il coraggio di bloccare gli stipendi dei dipendenti pubblici, di averne altrettanto per dare un segnale di equità al Paese riducendo gli stipendi dei parlamentari e degli alti burocrati come da molto tempo promesso e mai mantenuto”

“E’ giunto il momento” afferma Battaglia “di rispondere a questa classe politica e a questo governo non più col senso di responsabilità fino ad oggi dimostrato dalla Confsal-Unsa  ma sfidandoli su quel poco di consenso popolare di cui ancora godono. Per questo” annuncia Battaglia “questa organizzazione sindacale fin dalla prossima settimana inizierà un lungo percorso assembleare e di mobilitazione nazionale che porterà, durante la discussione della Legge di stabilità, ad una manifestazione eclatante ed anche allo sciopero dei dipendenti delle amministrazioni centrali qualora le istanze dei lavoratori e del sindacato non venissero accolte”.

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