LA PETIZIONE PER IL CONSOLATO DI ADELAIDE “UN ATTO D’AMORE NEI CONFRONTI DELL’ITALIA”: IL TESTO DELLA LETTERA DI FEDI GIACOBBE MERLO ZIN E BORGHESE

ROMA\ aise\ – “Un atto d’amore nei confronti dell’Italia, un segno di fiducia nelle Istituzioni e nella sua azione di Governo”: così i parlamentari eletti all’estero Marco Fedi eFrancesco Giacobbe del Pd insieme ai colleghi del MAIE Ricardo Merlo, Claudio Zin e Mario Borghese definiscono la petizione consegnata ieri al presidente del Consiglio, Enrico Letta, per chiedere il mantenimento del Consolato di Adelaide.

 

Assieme alla petizione anche una lettera, in cui si sottolinea la grande mobilitazione della collettività italo-australiana per impedire la chiusura del consolato della capitale del South Australia – “sono state raccolte in poche settimane circa ottomila firme” – e l’interesse delle autorità locali – nella fattispecie il ministro del Lavoro e dell’Economia, Grace Portolesi – acché il consolato continui la sua attività.

Di seguito il testo della petizione sottoscritta dai 5 parlamentari.

“Caro Presidente Letta,

la comunità italo-australiana di Adelaide ha raccolto, in poche settimane, circa ottomila firme di una petizione che chiede il mantenimento del Consolato nella capitale dello Stato del South Australia.

Le ragioni della richiesta sono forti. Parliamo di un Consolato che oggi rilascia e rinnova oltre 800 passaporti, con oltre 14,000 iscritti all’AIRE, in crescita per i nuovi arrivi di connazionali, che è in attivo rispetto alle percezioni consolari ed al raffronto costi/ricavi, che svolge un volume eccezionale di lavoro sopperendo alle forti e strutturali carenze di personale.

Le soluzioni alternative per il mantenimento dei servizi consolari, fin qui proposte dalla Farnesina, sono insoddisfacenti. La soluzione dell’agenzia consolare, non ancora prospettata dal MAE, potrebbe dare una risposta seria e concreta alla richiesta di servizi. L’esigenza di razionalizzazione della rete diplomatico-consolare nel mondo è molto sentita anche dalle nostre comunità che prediligono servizi e chiedono diplomazia in giusta misura.

Per questa ragione nei giorni scorsi, al Senato, è stata avanzata una proposta di legge delega per ripensare la nostra presenza nel mondo, favorendo il personale a contratto locale, meno oneroso, e meglio distribuendo nel mondo il personale di ruolo ed i diplomatici. Con una maggiore attenzione alle spese per gli affitti, rilevata come eccessiva dalla stessa Corte dei conti, si riesce ad aprire nuove opportunità di presenza, garantendo l’attuale rete ed i servizi e realizzando significativi risparmi.

L’appello dei connazionali di Adelaide, Presidente, che le alleghiamo con una lettera dell’On. Ministro Grace Portolesi, chiede al Governo una nuova attenzione nei confronti delle comunità italiane nel mondo.

Crediamo che questa petizione sia un atto d’amore nei confronti dell’Italia, un segno di fiducia nelle Istituzioni e nella sua azione di Governo”. (aise)

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