italiannetwork.it : LAVORO – ITALIANI ALL’ESTERO : SVIZZERA – CONFSAL UNSA ESTERI: BLOCCO TASSO CAMBIO FRA EURO /FRANCO. EURO – 32%. PERDITE ECONOMICHE INGENTI LAVORATORI MAECI – FARNESINA INTERVENGA

 La Svizzera rimuove a sorpresa il blocco del cambio Euro/Franco Svizzero: il crollo vertiginoso dell’Euro causa perdite economiche ingenti al personale della Farnesina in Svizzera!  E la CONFSAL UNSA chiede un intervento urgente al MAECI al fine di tutelare il potere d’acquisto di tutti i dipendenti coinvolti in Svizzera

In data odierna la Banca centrale svizzera ha deciso di rimuovere il blocco al tasso di cambio in essere fra EURO e Franco svizzero, ponendo cosi’ fine alla politica svizzera di difesa del cambio stesso praticata negli ultimi tre anni (1,20 franchi per euro), provocando conseguenze da catastrofe sui dipendenti della Farnesina pagati in EURO.

La decisione della Banca centrale svizzera ha fatto immediatamente crollare l’EURO del 32 percento, determinando un cambio pari al 0,85!
Il personale in servizio in Svizzera pagato in EURO – qualifiche funzionali e impiegati a contratto locale con retribuzioni in Euro – subirà gravissime conseguenze, con penalizzazioni economiche che giungono addirittura alla perdita di un terzo delle indennità ovvero degli stipendi. La pesante decurtazione, se non arginata da adeguati provvedimenti del MAECI, metterà a repentaglio l’esistenza dei dipendenti e delle loro famiglie.

Il nostro Sindacato denuncia da anni questa disfunzione in Svizzera ma anche in molteplici altri Paesi. Peraltro, nel caso particolare del personale a contratto, essa non rispecchia nemmeno le norme regolanti il rapporto di lavoro della categoria. Trattasi infatti dell’arbitraria ed impropria applicazione a questi dipendenti di un decreto sottoscritto dal MAE e dal MEF nel 2003, giustappunto sulla moneta di pagamento, che viene applicato alla categoria in spregio ai dettati
del D.Lgs.103/2000, e comunque solo ai dipendenti assunti dopo il 2003.

Il repentino e improvviso mutamento delle condizioni relative alla corresponsione dell’indennità di sede causato dal provvedimento delle Autorità elvetiche, ha altresì rimosso ogni forma di tutela esistente rispetto al pagamento dell’indennità di servizio per le AAFF, che solitamente viene rideterminata – al rialzo o al ribasso, a seconda della situazione specifica del Paese – con decorrenza 1. gennaio di ogni anno.

La CONFSAL UNSA ESTERI chiede pertanto al Ministro Paolo Gentiloni un intervento immediato a salvaguardia del potere d’acquisto del personale coinvolto. Solo misure urgenti di adeguamento degli stipendi per il personale a contratto e dei coefficienti di sede per il personale di ruolo, potranno contenere il gravissimo danno arrecato al personale dal provvedimento elvetico di oggi.” conclude la nota della Confsal Unsa Coordinamento Esteri.(15/01/2015-ITL/ITNET)

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