ISTITUTO ITALIANO DI CULTURA a Belgrado – lettera richiesta chiarimenti del segretario nazionale

 

-Direzione Generale Promozione Paese

-Direzione Generale per le Risorse Umane e l’Innovazione

-Segreteria Generale

-Ispettorato Generale

-Ambasciata d’Italia a Belgrado

-CUG

LORO SEDI

A seguito delle numerose segnalazioni e richieste di chiarimenti pervenute alla scrivente O.S. da parte del personale in servizio presso le sedi della Farnesina all’estero relative alla sicurezza in ambiente lavorativo, al fine di verificare e chiarire quanto rappresentato dalla sede  dell’ISTITUTO ITALIANO DI CULTURA a Belgrado  relativo all’effettuazione di lavori di verniciatura e laccatura della pavimentazione che hanno interessato, nella terza settimana di ottobre, i locali del piano seminterrato, si chiede di conoscere se siano state al riguardo predisposte nei luoghi di lavoro idonee misure di prevenzione trattandosi di lavorazioni, sia pur episodiche, che prevedono l’utilizzo di agenti chimici  e se siano stati adottati sistemi di sicurezza ai sensi della normativa vigente.

Si rammenta alle istanze in indirizzo l’entrata in vigore il 22 maggio di quest’anno (2012) del nuovo regolamento sulla tutela della salute e sicurezza degli Uffici della Farnesina all’estero.

“La disciplina della tutela della salute e della sicurezza negli uffici all’estero – si legge nel regolamento pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale – si ispira ai principi dettati dalla legislazione nazionale e comunitaria e, in particolare, ai canoni di uniformità della tutela, di prevenzione dei rischi professionali, di protezione, di eliminazione dei fattori di rischio e di incidente, di informazione e di partecipazione del personale” e si  applica (art.3) sia “agli uffici all’estero, incluse le Unità Tecniche Locali in quanto articolazioni degli stessi”, che “agli Istituti Italiani di Cultura se gli stessi sono considerati dagli ordinamenti locali come strutture di pertinenza delle rappresentanze diplomatiche, delle rappresentanze permanenti, o degli uffici consolari, altrimenti trova integrale applicazione la normativa locale”.

Negli Uffici Mae all’estero “è considerato datore di lavoro il Capo dell’Ufficio” : suo il compito di adeguare l’organizzazione della sicurezza alla normativa locale eventualmente vigente, alle caratteristiche dell’ufficio e alla realtà geografica e sociale, avvalendosi di personale adeguatamente formato.

Precisa l’articolo 10, a svolgere “attività di coordinamento, controllo, assistenza e consulenza nell’attuazione delle norme riguardanti la sicurezza e la salute dei lavoratori da parte degli Uffici all’estero, anche con poteri di impulso in caso di inerzia” per gli IIC, sarà demandata alla Direzione Generale per la promozione del Sistema Paese.

E’ chiaro , pertanto, come su impulso della Direzione Generale si dovessero nel caso specifico trattandosi di lavoratori esposti, per la tipologia dell’intervento ( levigatura,lamella tura ,verniciatura e lucidatura ) a polveri di legno duro nonché ad aspirazione senza ricircolo in ambiente di lavoro con la presenza di materiali combustibili (legno,carta,stracci) e di liquidi infiammabili (solventi,vernici,oli):

  • adottare le misure per il controllo delle situazioni di rischio in caso di emergenza e dare istruzioni affinchè i lavoratori, in caso di pericolo grave, immediato ed inevitabile, abbandonino il posto di lavoro o la zona pericolosa;
  • informare in tempo utile i lavoratori esposti al rischio di un pericolo grave e immediato circa il rischio stesso e le disposizioni prese o da prendere in materia di protezione;
  • consultare il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza  (Attribuzioni del RLS);
  • richiedere l’osservanza delle misure per il controllo delle situazioni di rischio in caso di emergenza e dare istruzioni affinché i lavoratori, in caso di pericolo grave, immediato e inevitabile, abbandonino il posto di lavoro o la zona pericolosa;
  • astenersi, salvo eccezioni debitamente motivate, dal richiedere ai lavoratori di riprendere la loro attività in una situazione di lavoro in cui persiste un pericolo grave ed immediato;
  • da ultimo,ma non altrettanto importante ,l’eventuale attivazione di sorveglianza sanitaria

   

 Nel restare in attesa di conoscere le iniziative attuate in tal senso da parte della Sede , nonché dalla Direzione Generale competente , si rammenta l’approvazione del Piano triennale per la Trasparenza  del marzo 2011, con cui l’Amministrazione , in un clima di costruttivo dialogo, recepiva i vari suggerimenti da parte delle Organizzazioni Sindacali su tali argomenti non attivandosi, pero’, per intraprendere  quanto suggerito e dettato dalla normativa vigente , circa la preliminare conoscenza d

parte delle RLS dei singoli DVR redatti e costantemente aggiornati , nonché una banca dati sul sito INTRANET MAE dove siano indicati , a livello centrale e periferico, i nominativi del Dirigente, del Preposto alla sicurezza,   il medico competente, il Responsabile del servizio di prevenzione e protezione dai rischi, il Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza e quello di Primo Soccorso.

Roma, 26 ottobre 2012

                                          IL SEGRETARIO NAZIONALE CONFSAL UNSA ESTERI

                                                                              Iris LAURIOLA

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