Interrogazione parlamentare presentata dall’On.le NISSOLI: riadeguamento del fondo destinato alla rimodulazione salariale del personale

Interrogazione a risposta immediata in Commissione Affari esteri

Al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale – Per sapere – premesso che: 

la legge di bilancio 2019 e successivamente il c.d. decreto Milleproroghe 2020 avevano previsto un riadeguamento del fondo destinato alla rimodulazione salariale del personale, di cui all’articolo 152 del DPR 5 gennaio 1967, n. 18, ai parametri di riferimento di cui all’articolo 157 del medesimo decreto, in ragione del fatto che le dinamiche di revisione stipendiale della categoria sono estranee a quelle della contrattazione collettiva eassoggettate alla discutibile discrezionalità amministrativa;

l’articolo 14 comma 4-quinquies del  D.L. 30 dicembre 2019, n. 162, convertito in  legge 28 febbraio 2020, n. 8, a decorrere dall’anno 2021, ha stanziato l’ammontare di 1.400.000 euro per il riadeguamento delle retribuzioni del personale a contratto, una cifra irrisoria rispetto agli intenti della norma;

l’interrogante ha presentato nell’ambito del decreto c.d. Milleproroghe 2021 un emendamento per prevedere un incremento di 600.000 euro rispetto a quanto già stanziato a decorrere dal 2021, per un adeguamento delle retribuzioni del personale in oggetto, emendamento respinto senza un necessarioapprofondimenti;

si evidenzia ulteriormente che l’urgenza di rimodulare le risorse di cui al citato fondo nasceva anche dall’esigenza di colmare il danno economico in capo a molti impiegati a contratto derivante dall’applicazione del Regolamento CE 883, che ha determinato perdite nette di capacità di acquisto dei lavoratori, che potranno essere corrette – secondo una nota del Ministero in indirizzo – attraverso i meccanismi di revisione stipendiali previsti dall’articolo 157 del DPR 18/67;

in assenza di un correttivo la categoria dei lavoratori a contratto sarà costretta a fare i conti ancora una volta con un “abbandono” amministrativo, che risulta ancora più incomprensibile nella fase attuale, contrassegnata dal rischio epidemiologico, con poche misure di sicurezza e scarse disponibilità di strumenti di lavoro agile, soprattutto con una mole di lavoro accresciuta per i nostri lavoratori, spesso unico interlocutore delle nostre aziende all’estero;

gli impiegati a contratto compensano con sacrificio anche i vuoti di organico nella rete estera: dai dati risultanti dalle liste di trasferimento “invernali”  risulterebbe un ammanco di più dell’80% dei posti di ruolo, la cui funzionalità è affidata ai lavoratori a contratto.

Se non ritenga di dover provvedere al riadeguamento salariale degli impiegati a contratto, unitamente ai correttivi per far fronte agli applicativi di cui al Reg 883, considerando l’evidente incapienza del fondo di cui in premessa. 

Firme: 

On. Fitzgerald Nissoli

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