Interrogazione a prima firma del Sen. Aldo Di Biagio sulla riattivazione dello sportello consolare di Saarbrucken

Interrogazione a risposta scritta

Al ministero degli affari esteri,

per sapere, premesso che:

In ragione del piano di riorganizzazione avviato dal Maeci a decorrere dal 2008, nel settembre 2010

il Consolato d’Italia in Saarbrücken è stato oggetto di chiusura e nel contempo è stata predisposta

l’apertura di uno Sportello consolare nella capitale della Saar, collegato al Consolato Generale

d’Italia in Francoforte sul Meno;

risulta all’interrogante che presso il suddetto Sportello consolare siano stati operativi 4 impiegati

con contratto regolato dalla legge italiana di cui tre con mansioni esecutive e uno con mansioni

ausiliari;

il numero di detti impiegati si riduceva a due nel mese di luglio 2012, a seguito del collocamento a

riposo dell’impiegato con mansioni ausiliarie e a seguito del congedo per malattia, fino a

scioglimento del contratto, di altra unità esecutiva;

i servizi venivano pertanto svolti dalle restanti due unità a favore di un bacino d’utenza di circa

33.000 connazionali di cui 23.000 residenti nella Saar e ulteriori 10.000 iscritti AIRE delle zone

limitrofe del Land Palatinato;

risulta all’interrogante che i suddetti servizi consistenti nell’accettazione di domande di passaporto

con prelievo dei dati biometrici, domande e consegne delle carte d’identità, trascrizione degli atti di

stato civile, certificazioni, autenticazioni, assistenza sociale recavano incasso medio annuo per

percezioni consolari di circa 110.000 Euro;

vale la pena segnalare che i costi per affitto e oneri accesso per detto Sportello ammontavano ad

Euro 14.400 annui;

malgrado la sussistenza di un netto bilancio positivo dell’unità amministrativa, il MAECI ha

disposto la imponeva la chiusura in data 31 luglio 2014;

a seguito di detta chiusura i connazionali del Saarland e delle zone limitrofe del Palatinato venivano

e sono tuttora confrontati con gravi disagi per la fruizione dei servizi statali resi dal Consolato

Generale in Francoforte sul Meno, con trasferte che sfiorano i 400 Km in andata e ritorno per un

qualsiasi servizio consolare.

Risulta all’interrogante che il Consolato Generale d’Italia in Francoforte sul Meno a decorrere dal 9

febbraio 2015 ha istruita una presenza consolare con cadenza quindicinale in Saarbrücken, ospitata

in un vano di ridotte dimensioni, messo a disposizione dal locatore del Comites di Saarbrücken.

L’operatività di siffatta presenza ha comportato significative criticità, sotto il profilo dell’immagine

del luogo entro cui le attività ed i servizi venivano erogati nonché sotto il profilo della sicurezza

essendo privo di qualsiasi attrezzatura per la sicurezza degli addetti ai lavori e degli utenti;

I media tedeschi hanno sottolineato l’inadeguatezza del suddetto servizio attirando per altro lo

sguardo dell’opinione pubblica sulla critica immagine arrecata al nostro Paese dalla gestione di tale

servizio;

vale la pena sottolineare che risulta all’interrogante che le citate missioni quindicinali

aggraverebbero altresì il bilancio dello Sato con oneri che si aggirano attorno ai mille Euro mensili

ed Il distacco quindicinale dalla sede centrale di Francoforte sul meno di un funzionario delegato,

un autista e due coadiutori crea anche uno sbilancio dei carichi di lavoro ai restanti impiegati in

sede;

Tenuto conto che,

con lettera del 24 giugno 2014 la Governatrice del Saarland, Signora Annegreth Kramp-

Karrenbauer offriva al MAECI locali gratuiti, privi di oneri per canone di locazione, siti nel

complesso della Cancelleria di Stato di Saarbrücken, “Staatskanzlei”, completamente arredati e

immediatamente agibili;

con dichiarazione resa il 5 agosto al Comitato del Senato per le Questioni degli Italiani all’Estero, il

Vice Ministro degli Affari Esteri affermava “Ho personalmente già accolto favorevolmente l’offerta

di spazi gratuiti ad esempio di Saarbrücken e la Farnesina sta definendo con le autorità locali le

intese per poter usufruire di tale interessante ed innovativa proposta che permetterà di assicurare

alle collettività italiane in loco un ulteriore strumento leggero di offerta consolare, con presenza

snella di personale MAE”;

malgrado l’attenzione e l’interesse, ad oggi, però, nessuno ha disposto il prelievo delle chiavi messe

a disposizione dalla massima Autorità del Land Saar per mettere i connazionali del posto nelle

condizioni di poter fruire dei servizi consolari espletati con presenza snella ma fissa di impiegati del

MAE;

la Cancelleria di Stato di Saarbrücken non ha peraltro mai imposto condizioni per una presenza

consolare stabile nella propria capitale Saarbrücken, come la nomina di un Console Onorario o altri

limiti formali, avendo già accettato di buon grado e per oltre quattro anni la presenza di uno

Sportello Consolare sul proprio territorio;

l’attuale piano operativo del MAECI rappresentato dall’invio quindicinale di funzionari itineranti,

sta assumendo dei costi importanti, a fronte della richiesta della stessa Cancelleria di Stato di voler

operare a favore dei nostri connazionali senza necessità di nomina di un Console Onorario o di altre

formali adempienze:

quali siano i motivi che impediscono la riattivazione dello sportello consolare in Saarbrücken

mediante la ricollocazione in sede dei due impiegati a contratto, già ivi stanziati, accogliendo

l’offerta dei locali messi a disposizione dalla” Staatskanzlei”, in attuazione dell’impegno preso dal

Vice Ministro degli Affari Esteri “di assicurare alle collettività italiane in loco un ulteriore

strumento leggero di offerta consolare, con presenza snella di personale MAE”.

Di Biagio

Micheloni

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