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ASSISTENZA SANITARIA: FINALMENTE COPERTURA TOTALE PER TUTTO

IL PERSONALE DEL MAECI IN SERVIZIO ALL’ESTERO

In data 4 agosto 2021 ha avuto luogo un’informativa della DGRI sui contenuti della Legge 106/2021 di
conversione del D.L. 25 maggio 2021, n. 73, c.d. “Sostegni-bis”, che all’articolo 75-bis ha modificato l’art. 211 del DPR n. 18/1967, introducendo una riforma migliorativa della normativa in materia di assicurazioni private per il personale inviato dal MAECI all’estero, nonché per il personale a contratto a legge italiana destinatario del DPR 618. La riforma, fortemente voluta dalla CONFSAL UNSA ESTERI che ne ha seguito ogni sviluppo in sede parlamentare, è già in attuazione presso il MAECI dal 27.7.2021.

La norma di legge precedentemente in vigore rimetteva alla scelta individuale del dipendente se associarsi, o meno, alla polizza: questa facoltà in futuro non sarà più data, poiché tutti i dipendenti (diplomatici, AA.FF.,
personale a contratto a legge italiana, carabinieri, esperti, personale in missione) verranno assicurati
d’ufficio – con copertura totale - senza eccezione alcuna. Il sistema delle tutele sarà lo stesso per tutti i
dipendenti, ciascuno potrà poi decidere per sé se mantenere l’eventuale assicurazione sanitaria privata di cui eventualmente dispone.

La riforma prevede la copertura al 100% del costo della polizza (ad oggi con RBM) anche per i familiari a carico conviventi nella stessa sede del dipendente. Per familiari a carico non conviventi è tuttavia possibile stipulare l’estensione della polizza a proprie spese a costi contenuti.

Il nuovo art. 211 del DPR 18, come modificato dalla legge in parola, al comma 3 consente di sottoscrivere polizze nei Paesi extra-UE. Per le urgenze (rimpatri sanitari e ricoveri) è già stata conclusa una polizza con la ALLIANZ (maggiori dettagli sono pubblicati sulla MAENET alla pagina specifica per le assicurazioni sanitarie). Per quanto concerne i Paesi a regime speciale come USA, Canada e Svizzera sono attive solo le polizze per infortuni e vita, poiché nei predetti Paesi è lo stesso Ministero della Salute che stipula convenzioni con enti assicurativi privati locali.

E ’stata altresì estesa, sulla base della normativa vigente, una polizza a copertura di atti violenti e di terrorismo, con l’aggiunta delle calamità naturali, per tutto il personale ovunque nel mondo e non solo nei Paesi a rischio. 

L’indennizzo per morte è stato elevato a 1 milione di EURO. La polizza, data la normativa vigente, è gratuita
solo per il personale trasferito all’estero e non per quello stanziale di Roma. Per il personale a contratto sia a
legge italiana che locale sarà possibile l’adesione alla polizza mediante il pagamento di un contributo di EURO 10 annuali.

Il presente intervento normativo è stato fortemente voluto e sollecitato dalla nostra Sigla, poiché parte di un
disegno più ampio di ridefinizione della disciplina relativa all’assistenza sanitaria del personale all’estero.
Le nuove garanzie di copertura dei costi della polizza sanitaria al 100%, con inclusione del personale con
contratto italiano, rappresenta il segnale evidente dell’attenzione costante e del continuo monitoraggio delle
dinamiche legislative e parlamentari portate avanti dal nostro Sindacato. Per il personale a contratto locale continuano a permanere le tutele previste dall’art. 158 del D.Lgs.103/2000 che già disponeva circa l’obbligo di copertura sanitaria mediante polizze assicurative private (UNISALUTE o polizza locale).

Il cammino per la piena tutela in materia sanitaria e di sicurezza sociale dei lavoratori all’estero è ancora lungo, poiché le anomalie e le contraddizioni continuano a sussistere. In quest’ambito ricordiamo ancora una volta le criticità insorte in quei Paesi in cui il Min. Salute sottoscrive direttamente le convenzioni sanitarie con Enti assicuratori locali, come ad esempio negli Stati Uniti.

Il nostro Sindacato proseguirà la propria azione incessante di rilevazione delle problematiche e conseguente
richiesta di adeguate tutele della salute di tutti i lavoratori.

Roma, 5 agosto 2021
CONFSAL UNSA COORDINAMENTO ESTERI

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ATTO CAMERA

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA4/09943

Dati di presentazione dell'atto
Legislatura: 18
Seduta di annuncio: 549 del 28/07/2021
Firmatari
Primo firmatario: CIPRINI TIZIANA
Gruppo: MOVIMENTO 5 STELLE
Data firma: 28/07/2021
Destinatari
Ministero destinatario:
  • MINISTERO DEGLI AFFARI ESTERI E DELLA COOPERAZIONE INTERNAZIONALE
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DEGLI AFFARI ESTERI E DELLA COOPERAZIONE INTERNAZIONALE delegato in data 28/07/2021
Stato iter:
IN CORSO
Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-09943

presentato da
CIPRINI Tiziana
testo di
Mercoledì 28 luglio 2021, seduta n. 549

  . —Al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale.— Per sapere – premesso che:

la recente legge 29 aprile 2021, n. 62 recante «Modifiche al titolo VI del decreto del Presidente della Repubblica 5 gennaio 1967, n. 18, in materia di personale assunto a contratto dalle rappresentanze diplomatiche, dagli uffici consolari e dagli istituti italiani di cultura», ha introdotto importanti novità in tema di diritti, garanzie e tutele dei dipendenti a contratto delle rappresentanze diplomatiche;

questo personale è preposto a ogni genere di attività che afferisce ai compiti istituzionali degli uffici diplomatico-consolari, alla sicurezza degli interessi nazionali e dei cittadini, alla proiezione dell'attività culturale all'estero, di quella commerciale, del diritto di voto da parte dei cittadini italiani all'estero, per giungere, da ultimo, anche a quella riguardante la politica d'immigrazione e di gestione delle frontiere;

l'articolo 157 del citato decreto del Presidente della Repubblica n. 18 del 1967, come novellato dalla legge n. 62 del 2021, ha fissato, l'altro, i parametri ai fini della determinazione della retribuzione annua base per i dipendenti impiegati a contratto a legge locale in servizio presso la rete estera del Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale: essa è fissata «sulla base del costo della vita, delle retribuzioni, comprensive di tutti i benefici aggiuntivi, corrisposte nella stessa sede da organizzazioni internazionali, rappresentanze diplomatiche, uffici consolari e istituzioni culturali di altri Paesi, in primo luogo dell'Unione europea, nonché delle condizioni del mercato del lavoro locale, pubblico e privato, per mansioni lavorative assimilabili a quelle svolte dagli impiegati di cui al presente titolo»;

inoltre, viene previsto che «Si tiene altresì conto delle indicazioni fornite annualmente dalle organizzazioni sindacali, anche sulla scorta delle risultanze fornite dalle agenzie specializzate»;

tuttavia, secondo quanto si apprende dal comunicato stampa del 23 luglio 2021 del Coordinamento esteri del sindacato Confsal Unsa, il dato normativo sarebbe stato disatteso dall'Amministrazione: il sindacato, infatti, ha lamentato «il mancato coinvolgimento della nostra sigla sia nell'acquisizione dei dati a livello locale che nella definizione dei Paesi per cui vige priorità,» poiché le rappresentanze sindacali unitariein locoe le segreterie centrali non sarebbero state coinvolte nel confronto e non sarebbe stata data loro la possibilità di visionare i dati raccolti;

anche sono il profilo dell'adeguamento dei livelli retributivi, il sindacato ha segnalato, inoltre, «le richieste di riadeguamento applicate in una sola sede estera anziché all'intero Paese di servizio, le esclusioni di Paesi per mere ragioni di opportunità finanziaria», poiché le risorse attualmente disponibili nel fondo per il riadeguamento non consentirebbero l'attuazione della revisione in Paesi dall'elevato numero di lavoratori a contratto;

la necessità di un adeguamento retributivo sarebbe particolarmente urgente, infatti, con riferimento alla situazione negli Usa e in Argentina, dove si attende da anni una revisione incrementale degli stipendi del personale a legge locale ivi operativo;

in materia di personale assunto a contratto dalle rappresentanze diplomatiche, dagli uffici consolari e dagli istituti, di cultura, l'articolo 14, comma 4-quinquies, del decreto-legge 30 dicembre 2019, n. 162, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 febbraio 2020, n. 8, ha previsto un incremento dell'autorizzazione di spesa, originariamente disposta dalla legge di bilancio per il 2018, destinata all'adeguamento delle retribuzioni di detto personale –:

se sia a conoscenza di quanto esposto in premessa;

quali iniziative intenda intraprendere il Ministro, per quanto di competenza, al fine di favorire la trasparenza e l'effettiva partecipazione delle organizzazioni sindacali alle procedure di determinazione e revisione delle retribuzioni degli stipendi del personale a legge locale;

a quanto ammontino le risorse del capitolo di spesa per il riadeguamento stipendiale degli impiegati a contratto a legge locale.
(4-09943)

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MAECI, CONFSAL-UNSA ESTERI, ANOMALIE E RITARDI SU PROCEDURE DI RIADEGUAMENTI STIPENDIALI, LA LEGGE CIPRINI RISCHIA DI RIVELARSI UNA FARSA

“Pochi mesi ci separano dalla pubblicazione in GU ufficiale della legge 62/2021 (Legge Ciprini) che, come noto, ha modificato la disciplina in materia di impiegati a contratto relativamente alle dinamiche dell’accrescimento retributivo, ma appare già lampante il rischio che la nuova legge sia soltanto un bell’orpello dalla complessa attuazione, di cui il nostro ordinamento appare pregno”.

Lo dichiara in una nota Iris Lauriola, segretario nazionale della CONFSAL-UNSA ESTERI. “Siamo il sindacato maggiormente rappresentativo del MAECI e l’unico che detiene la piena rappresentanza dei lavoratori a contratto a legge locale – sottolinea Lauriola.

Abbiamo sostenuto con forza l’iter legislativo che ha condotto alla Legge 62 e nel contempo stiamo sollecitando in entrambe le Camere l’integrazione del capitolo di spesa recante le risorse per il riadeguamento stipendiale che, al momento, sembra essere avvolto da una coltre di mistero visto che l’Amministrazione continua ad elargire dati non chiari e talvolta in contrasto.

Il ritardo e la fumosità che accompagnano la predisposizione della lista dei Paesi oggetto di riadeguamento, nonché il mancato coinvolgimento della nostra sigla sia nell’acquisizione dei dati a livello locale che nella definizione dei Paesi per cui vige priorità, peccano di illegittimità normativa e procedurale. Il modus operandi conferma un approccio approssimativo e grossolano alla tematica” . “Infatti abbiamo appreso – continua Lauriola – che le prime procedure di acquisizione e compilazione dei dati da parte delle Ambasciate nei Paesi che attendono un riadeguamento stipendiale da anni, stanno rivelando in maniera plateale e spregiudicata come la norma possa continuare ad essere vistosamente bypassata dal MAECI, malgrado la linearità della Legge 62 e la chiara enumerazione dei parametri di riferimento per la rideterminazione dell’ammontare retributivo. Le tabelle stipendiali riportanti dati non condivisi con le rappresentanze sindacali, le richieste di riadeguamento applicate in una sola sede estera anziché all’intero Paese di servizio, le esclusioni di Paesi per mere ragioni di opportunità finanziaria malgrado i dettami della norma, sono solo gli esempi più eloquenti di un’anomalia amministrativa su cui urge intervenire con ogni mezzo”.

Lauriola conclude: “il rammarico, la perplessità ed il senso di sfiducia la fanno da padrona, e siamo pronti ad attivare la via politico-parlamentare per gettare un faro su quanto di incomprensibile si sta consumando ai danni dei nostri lavoratori, in una stagione notoriamente complessa per le nostre sedi estere”.

Roma, 23 luglio 2021
CONFSAL UNSA COORDINAMENTO ESTERI

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"L’articolo 75-bis introdotto in occasione della prima lettura alla Camera del decreto sostegni bis, interviene in maniera puntuale e dettagliata sulle norme che regolano la sicurezza degli uffici e del personale all'estero, modificando alcune disposizioni del Dpr 18 del 1967 in materia di assistenza sanitaria al personale in servizio all'estero e ai familiari aventi diritto, escludendo esplicitamente gli impiegati a contratto che restano alla mercè degli eventi pandemici privi di garanzie e di riferimenti sanitari.

Ancora una volta si consuma una vergognosa discriminazione ai danni dei lavoratori più deboli a cui si chiede sempre di più senza che, in cambio, vengano riconosciuti i diritti inalienabili come quello alla salute”.

Lo dichiara Iris Lauriola, Segretario Nazionale della Confsal-Unsa Esteri. “L’emendamento è passato quasi in sordina, presentato da buona parte dei gruppi parlamentari con il verosimile benestare dell’Amministrazione – sottolinea Lauriola – nonostante le molteplici assicurazioni della Farnesina a voler affrontare una problematica che riguarda tutto il personale destinatario del DPR 618/1980,  a conferma del carattere evidentemente strategico che sottende un’operazione di tal natura volta a svilire con forza maggiore il lavoro di un contingente che, mai come in questo periodo, dimostra di essere fondamentale e prezioso per il funzionamento di sedi estere ormai quasi totalmente prive di personale di ruolo. ”.

“L’amministrazione che autorizza l’implementazione delle garanzie assicurative in Paesi dove non è erogata l’assistenza sanitaria in forma diretta è la stessa che nelle ultime settimana ha ridotto da un giorno all’altro le garanzie sanitarie in Paesi come gli USA – spiega Lauriola – ed è la stessa che ha legittimato la preminenza delle norme emanate dalle autorità sanitarie locali per quanto concerne la materia della sicurezza sanitaria e dell’accesso agli uffici per il personale dello stato italiano in piena pandemia, in ragione del noto articolo 263 comma 4 del DL 34/20  e, nel contempo, la stessa che legittima il permanere della zona d’ombra della disciplina in materia di sicurezza sanitaria del personale a contratto, proprio quello che è quotidianamente si occupa in prima linea del disbrigo di funzioni e servizi in sedi consolari deserte”. Lauriola conclude: “L’Amministrazione si contraddice, pecca di ondivaghismo e di assenza di piani di medio-lungo periodo, continuando a frazionare i diritti, legittimare evidenti e incomprensibili sperequazioni intra-amministrative, rifiutandosi di impegnarsi in misure di buon senso pienamente risolutive. Chiediamo a gran voce ed in tutte le sedi che il MAECI includa tutti i lavoratori, compreso il personale a contratto, tra i destinatari delle misure di cui al citato articolo 75-bis e che nel contempo riveda interamente la disciplina relativa alla sicurezza sanitaria degli lavoratori del MAECI all’estero anche attraverso la revisione dell’insostenibile articolo 263 comma 4 del DL 34/20”.

Roma, 20.7.2021 
CONFSAL UNSA COORDINAMENTO ESTERI

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