Il Ministero degli Affari Esteri sfoggia un altro clamoroso esempio di negazione della realtà

farnesina smallMENTRE I PARLAMENTARI DENUNCIANO LA CATASTROFICA SITUAZONE DEI NOSTRI CONSOLATI, IL MAE RISPONDE: È TUTTO A POSTO!

E poi si dice che sia il Coordinamento Esteri della Confsal-Unsa a inquinare i buoni rapporti tra la politica parlamentare e la gestione del Dicastero degli Esteri !

Nel frattempo è sotto gli occhi di tutti l’ennesima negazione della realtà da parte del MAE di fronte alle innumerevoli denunce di malfunzionamento della nostra rete consolare espresse da Senatori, Deputati, dal CGIE, dai Comites, dai Patronati e dalle Associazioni italiane all’estero.

L’ultima chicca ce la fornisce il Sottosegretario Dassù (v. replica a Question Time qui di seguito) quando asserisce che, in parole povere, il pagamento delle informazioni per accedere ai servizi consolari è una specie di optional chic e ben gradito dagli utenti all’estero, i quali ben volentieri sborsano fino a Euro 3,96 a telefonata per sapere cosa devono esibire per ottenere un passaporto o una carta d’identità.

Insomma, un’elegante offerta a pagamento che nulla, ma proprio nulla, ha a che fare con la cronica incapacità dei consolati di fare fronte alle richieste di erogazione dei servizi e delle informazioni a essi inerenti per mancanza di personale amministrativo sia di ruolo, sia a contratto.

C’è da chiedersi se le telefonate giunte al Sottosegretario da parte degli utenti che esprimono la loro contentezza su questo nuovo esborso, siano state gratis o a pagamento.

C’è anche da chiedersi a quando risale l’ultima volta che il Sottosegretario Dassù si sia messa in fila davanti allo sportello di un consolato per ottenere un documento per sé e per la propria famiglia, dopo essersi sciroppata duecento chilometri in macchina o in treno (solo andata s’intende).

A questo punto, torna inevitabilmente alla mente il racconto della povera Maria Antonietta che fu sorpresa dai rivoltosi francesi nella sua stanza da letto nella dorata reggia di Versailles. A quanto pare non è la sola ad aver perso ogni contatto con la realtà quotidiana della vita dei lavoratori.

Lavoratori all’estero che dovrebbero esultare all’annuncio di chiusura di nuove sedi consolari compensate da innovative tecnologie!! Il Sottosegretario Dassù come il Sottosegretario

 

Mantica? Hanno rispolverato nuovamente il “Totem”, quello che doveva giustificare la chiusura dei consolati?

Hanno già inventato il Robot che stampa carte d’identità e passaporti, che fa le verifiche delle pratiche e che rilascia i certificati di esistenza in vita ai pensionati all’estero? Forse il Sottosegretario Dassù lo sta già collaudando a casa sua, mentre le prepara uova fritte e bacon, in procinto di mandarci tutti a casa.

BASTA! È ORA CHE SI TORNI ALLA REALTÀ!

DA PARTE NOSTRA, ABBIAMO IL DIRITTO DI RECLAMARE DA UN GOVERNO TECNICO SOLUZIONI TECNICHE, PRAGMATICHE, ADERENTI ALLE ESIGENZE DEGLI UTENTI.

NOI DICIAMO NO! ALLA CHIUSURA DELLE SEDI ALL’ESTERO!

SI! ALLA LORO RISTRUTTURAZIONE E AL RAFFORZAMENTO DEI LORO COMPITI AMMINISTRATIVI.

A questo punto, tutti, ma proprio tutti aspettano con ansia le prossime elezioni, nella speranza che in quel momento la volontà degli elettori (che sono anche quegli utenti ora obbligati a pagare per una semplice informazione telefonica) possa maggiormente influire sulla realtà quotidiana della sacrosanta fruizione dei servizi che lo Stato deve, inderogabilmente deve, ai propri cittadini anche (e forse ancor di più) se residenti all’estero per motivi di lavoro.

Roma, 03.08.2012

CONFSAL UNSA Coordinamento Esteri 

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