IL COMITES DI NORIMBERGA DICE UN “NO” DECISO ALLA CHIUSURA DELL’UFFICIO CONSOLARE

NORIMBERGA\ aise\ – "Dopo che nel 2010 il Consolato d’Italia in Norimberga è stato ridotto ad Ufficio Consolare, la comunità italiana residente nelle tre Franconie, in considerazione della crisi economica e della precaria situazione dei conti pubblici italiani, aveva accettato la nuova situazione.

La soluzione dell’Ufficio Consolare sembrava, anche ai nostri occhi, una via di mezzo accettabile fra la necessità di risparmio da parte statale e le legittime esigenze degli italiani della circoscrizione di Norimberga. Purtroppo giovedì scorso abbiamo appreso con stupore dalle agenzie di stampa che anche l’Ufficio Consolare in Norimberga dovrebbe essere chiuso completamente e che, quindi, gli italiani residenti nelle Franconie per il disbrigo delle loro pratiche, dovranno rivolgersi al Consolato Generale di Monaco di Baviera". Presidente del Comites di Norimberga, Giovanni Ardizzone commenta oggi l’inserimento dello sportello consolare attivato in città nella "lista dei 33" (ai 32 iniziali si è aggiunta anche Saarbrucken – ndr) presentata dalla Farnesina al Cgie la scorsa settimana. Come spiegato dall’ambasciatore Belloni, si tratta di una lista di "proposte di chiusura" di sedi consolari: tra le 33 sedi annunciate, il Ministero sceglierà di chiuderne un numero non ancora stabilito, che Belloni ha comunque indicato tra 20 e 25.

"Una spiacevole sorpresa – continua Ardizzone – che, oltre a lasciarci con l’amaro in bocca, ci costringe, ancora una volta, a costatare che la rappresentanza eletta degli italiani in Franconia non viene minimamente tenuta al corrente, da parte ufficiale, e deve venire a sapere le notizie dai media. Ci rendiamo perfettamente conto che la Baviera è lontana, sia da Roma, che da Berlino e la nostra realtà, vista dalle capitali, è poco comprensibile. Desideriamo tuttavia fare presente che la Baviera ha una superficie di 70.553 Kmq ed è più grande della Sicilia, della Calabria, della Basilicata e della Puglia messe insieme, i quali territori sommati congiuntamente, arrivano ad una superficie totale di 70.320 Kmq".

"Vogliamo anche sottolineare – precisa il Comites – che il tragitto da Monaco di Baviera, sede del Consolato, ai confini della Baviera ammonta a più di 450 Km, solo andata. Non si può pretendere che una vecchietta faccia 900 km per andare a ritirare la carta d’identità a Monaco di Baviera. Questo, in Europa, non è accettabile! Riuscite, signori onorevoli e senatori, ad immaginare una città dove gli abitanti, per recarsi al Comune a sbrigare anche le più piccole cose, devono fare tra andata e ritorno circa 900 Km? Le complicazioni che si creerebbero sarebbero assurde ed insostenibili. Ci chiediamo come possano le nostre autorità negare ai cittadini italiani in Germania l’assistenza loro dovuta dallo Stato Italiano e quali siano i veri motivi che li hanno portati a tale decisione? Ci viene addirittura in mente che questa decisione faccia parte di un diabolico piano di distruzione totale del legame tra l'Italia e noi cittadini italiani residenti all'estero".

"Siamo stanchi – annota Ardizzone – di essere trattati come se fossimo noi, cittadini italiani residenti all'estero, responsabili della situazione economica italiana. Siamo stanchi di essere chiamati a fare dei sacrifici imponendoci delle misure discriminatorie, ingiuste ed ingiustificate.  NOI, per lo Stato Italiano, siamo sempre stati una risorsa e lo siamo ancora! Per questo, diciamo semplicemente basta! La misura è colma! Basta con le provocazioni! Ci dicano, i signori onorevoli e senatori, se noi italiani all'estero siamo considerati un peso per la nostra Patria. Ci dicano se sia meglio svenderci i nostri averi in Italia ed investire il ricavato nell'acquisto di un loculo nei Paesi che ci ospitano".

Quindi, conclude Ardizzone, il Comites chiede "l’immediata revisione della decisione del Cda del MAE che prevede la chiusura dell’Ufficio Consolare di Norimberga. Il Comites di Norimberga sta avviando una campagna informativa dei connazionali, delle autorità e dei politici tedeschi così come della stampa locale per esprimere in maniera chiara all’opinione pubblica tedesca le posizioni degli italiani in Franconia". (aise)

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