Il 16 novembre a Roma e in tutto il mondo uniti nella lotta

Gli italiani residenti all’estero si uniscono ai lavoratori delle Ambasciate e dei Consolati per dire NO alla negazione dei servizi istituzionali alle collettività italiane 

La solidarietà è solo tale se richiesta con giustizia. Si potrebbe riassumere così il grido d’indignazione che si innalza in tutti i continenti dove sventola il tricolore sulle facciate delle nostre ambasciate e dei nostri consolati.

 

Per la prima volta gli italiani residenti all’estero si uniscono ai lavoratori delle nostre rappresentanze per esprimere il loro sdegno contro le inaccettabili proposte di tagli alla Rete diplomatico/consolare che il Ministero degli Affari esteri ciecamente si ostina a voler applicare sui cinque continenti.

I servizi per le collettività italiane rischiano di essere ridotti all’osso con la selvaggia eliminazione di posti-funzione sulla rete estera.

Al grido del risparmio forzato, il Dicastero degli Esteri rimane sordo di fronte alle richieste di pieno riconoscimento dei diritti sindacali degli impiegati locali assunti da Consoli e Ambasciatori.

 

Aumenti delle tasse fino al 25% su stipendi già da anni congelati, tagli agli emolumenti corriposti al personale all’estero sono contenuti nelle Manovre estive.

La crisi finanziaria ed economica che colpisce il nostro Paese non può essere lo scudo dietro cui nascondersi per colpire le fasce più produttive di un Ministero che è per natura lo specchio dell’Italia in tutti i paesi del mondo.

 

Al grido di “No all’impoverimento del nostro Tricolore all’estero” il Sindacato Confsal Unsa annuncia la mobilitazione di tutti i lavoratori della Farnesina a Roma e sparsi per il mondo, mercoledì 16 novembre.

 

Togliere il respiro ai propri sottoposti che fedelmente servono l’Italia all’estero, non è una misura di risparmio. È un crimine.

 

Togliere i servizi ai connazionali già colpiti dalla necessità di emigrare, non è una misura di risparmio. È tradimento all’umana solidarietà.

 

Confondere gli appelli di sobrietà, con tagli privi di qualsiasi oculatezza, non è una misura di risparmio. È ottusità camuffata da impellente necessità.

 

 

Roma, 09.11.2011                                                              CONFSAL UNSA Coordinamento Esteri

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