Fedi (PD): chiudere i consolati senza innovazione è un vero errore strategico.

Dichiarazione del deputato Fedi sull’Audizione, presso le Commissioni Esteri riunite di Camera e Senato, del viceministro degli affari esteri, Marta Dassù, sul processo di riorganizzazione della rete diplomatico-consolare. 

 

“Credo sia stato utile ricordare al Vice Ministro Dassù che non condividiamo metodo e sostanza della decisione di chiudere consolati nel mondo. Il Parlamento deve tornare ad assumere una centralità anche su questi temi. Dobbiamo affrontare il tema della rete diplomatico-consolare nel mondo in termini di presenza dello Stato, di riequilibrio del personale e di gestione coerente della spesa. Potremmo riuscire a fare tutto questo se si superassero le resistenze interne alla Farnesina e se la politica riassumesse la sua necessaria capacità di controllo e di coordinamento, con una riforma seria che ancora non abbiamo.

I risparmi che si realizzano sono insignificanti rispetto ad una spending review che nella sostanza non è stata attuata, poiché si è scelto il più facile percorso delle chiusure.

I risparmi verrebbero comunque riutilizzati sulla rete dei consolati riceventi, con personale riassegnato, senza intervenire sulla spesa strutturale. I veri risparmi, che una seria  spending review avrebbe imposto, non sono stati nemmeno tentati.

Dovremmo sentirci tutti impegnati nel garantire una rete diplomatico-consolare efficiente, capace di assicurare i servizi e dovremmo per fare ciò individuare il giusto equilibrio tra costi e gestione. I consolati riceventi, per esempio Melbourne per Adelaide e Sydney per Brisbane, sono già sovraccarichi al punto che per la concessione di un passaporto possono trascorrere fino a 6 mesi. In che modo si pensa che potranno rispondere a una aumentata richiesta di servizi? Come si pensa di innovare dal punto di vista tecnologico, dal momento che SECOLI è fermo nei secoli?

Tra le cose raccontate e la realtà c’è di mezzo la politica e la politica oggi deve ancora dimostrare di saper realizzare una vera riforma della nostra rete diplomatico-consolare nel mondo”.

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