FEDI (PD): ADELAIDE VUOLE IL SUO CONSOLATO

ADELAIDE\ aise\ – “Assoluta convergenza” tra le comunità italiane in Australia, i rappresentanti dei Comites e del Cgie e le autorità politiche locali ed italiane contro la chiusura deiConsolati di Adelaide e Brisbane.

È quanto emerso nel corso dell’importante assemblea comunitaria organizzata ad Adelaide, in Australia, dal ministro statale Grace Portolesi, nella cornice della Payneham Public Library, in una splendida giornata primaverile dell’ultimo giorno di agosto, per discutere della prospettata chiusura dei Consolati della stessa Adelaide e di Brisbane. A riferirlo èMarco Fedi, deputato del PD eletto in Australia, presente all’evento insieme con il collega di partito, il senatore Francesco Giacobbe.

Lo Stato dell’Australia del Sud ha già preso posizione con una lettera del premier Jay Weatherill indirizzata al presidente Letta e al ministro Bonino.

Alla riunione pubblica di sabato 31 agosto erano presenti l’On. Tony Zappia, deputato federale per Makin, l’On. John Gazzola, presidente del Legislative Council dello Stato, e l’On. John Gardner, deputato statale per Morialta, a segnalare la condivisione politica tra maggioranza e opposizione nei confronti della decisione presa dal Ministero degli Affari Esteri italiano di chiudere i consolati di Adelaide e Brisbane.

Si tratta di una decisione sbagliata, che non comporta risparmi, che allontana l’Italia dai propri cittadini e da uno Stato importante d’Australia e penalizza i cittadini italiani per quanto riguarda i servizi consolari.

Lo hanno ricordato nei loro interventi i numerosi esponenti della comunità italiana presenti: oltre ai già citati Portolesi, Fedi e Giacobbe, anche i componenti del Cgie Franco Papandrea e Daniela Costa ed il presidente del Comites, Vincenzo Papandrea.

Presenti, inoltre, Ted Iuliano, magistrato, Angelo Fantasia, presidente del CIC, John Di Fede per la federazione delle associazioni campane, Joe Scalzi per l’associazione carabinieri, Renato Coscia del Patronato Ital-Uil, Cathy Papandrea per l’associazione Marche, Vinnie Ciccarello, presidente della Camera di Commercio, Lorenzo Ferini del Fogolar Furlan e Martino Princi per le associazioni calabresi.

“La decisione assunta dalla Farnesina in relazione alla chiusura dei Consolati di Adelaide e Brisbane è sbagliata nella forma – poiché non vi è stata nessuna consultazione”, commenta oggi Marco Fedi. “Si tratta di una decisione sbagliata nella sostanza poiché Italia e Europa hanno sottovalutato negli anni le opportunità economiche e commerciali dell’intera regione Asia-Pacifico, e l’Australia, per vicinanza culturale e strategica, rappresenta ancora oggi il centro nevralgico ed il fulcro politico dei rapporti multilaterali con l’intera regione”. Non a caso, ricorda Fedi, “nel 2014 il nono appuntamento dei G20 si terrà a Brisbane e l’Italia rischia, ancora una volta, di perdere importanti occasioni e opportunità di crescita nell’interscambio economico”.

“La struttura autenticamente federale dell’Australia, l’autonomia degli Stati nella programmazione degli interventi e nelle politiche economiche rendono indispensabile la presenza politico-rappresentativa e diplomatica in due importanti Stati d’Australia”, sottolinea il parlamentare del Pd, per il quale “l’incontro di Adelaide ha dimostrato l’assoluta convergenza tra le nostre comunità stabilmente residenti in Australia, i rappresentanti comunitari dei Comites e del Cgie, i nostri connazionali in Australia per lavoro, vacanza o con visti di breve o lunga durata, sulla esigenza primaria che vengano garantiti i servizi ai cittadini italiani. Si chiedono anche rapporti bilaterali forti, una presenza dello Stato italiano, opportunità vere anche per non disperdere il nuovo e originale contributo di ricercatori, professionisti, lavoratori, che hanno lasciato l’Italia e che ora rischiano di vedersi abbandonati anche all’estero”.

“La scelta della Farnesina, a cui segue una finta consultazione condotta dall’Ambasciata di Canberra che invece sta già lavorando per i Consolati onorari, è una scelta politica del Governo Letta”, osserva Fedi, che incalza: “la decisione della Farnesina non risponde ad alcuna logica di risparmio. La spending review aveva identificato le aree di risparmio, tra cui le indennità di sede del personale di ruolo da Roma, ed auspicato l’assunzione di personale a contratto locale. Oggi il Ministero degli affari esteri dice che i servizi consolari passeranno da Adelaide a Melbourne e da Brisbane a Sydney. Raccontano anche diimprobabili innovazioni tecnologiche e di rafforzamento delle sedi riceventi: ma con quali veri risparmi?”, si chiede il deputato italo-australiano. “Se potenzi Melbourne e Sydney il risparmio dove lo ottieni? Se oggi a Melbourne per un rinnovo di passaporto si debbono attendere 6 mesi, come si intende migliorare la situazione? Se i dati biometrici e le minuzie non possono essere memorizzati, come si riuscirà ad evitare che per un passaporto si debbano affrontare 725 chilometri di autostrada o 1 ora di volo aereo? E i 16459 iscritti all’AIRE di Adelaide come saranno serviti? I 750 passaporti, tra nuovi e rinnovi, come saranno rilasciati?”.

“La discussione parlamentare che il Ministro Terzi si era impegnato ad avere con noi presso le Commissioni esteri di Camera e Senato non vi è stata e la decisione, sospesa dal Governo Monti, torna ora con il Governo Letta”, rileva Marco Fedi, che conclude: “La comunità italiana di Adelaide ha dato mandato ai propri rappresentanti politici e comunitari di rappresentare la forte richiesta per un Consolato, per i servizi consolari e per la presenza dello Stato italiano in tutte le importanti realtà statali d’Australia”. (aise)

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