DEPREZZAMENTO EURO E STIPENDI RIDOTTI, CONFSAL UNSA ESTERI DENUNCIA DRAMMA DEGLI IMPIEGATI A CONTRATTO NELLE SEDI CON TASSO DI CAMBIO SFAVOREVOLE, URGE AZIONE RAPIDA DA MAECI

“Sono mesi che la nostra Sigla denuncia il dramma in cui versano i lavoratori a contratto delle sedi in cui si sta registrando una massiccia svalutazione dell’euro con conseguente ridimensionamento dell’ammontare reale delle retribuzioni, che in alcuni Paesi risultano decurtate anche di 500 euro mensili. L’Amministrazione al momento sta elaborando ipotesi progettuali che sono ancora lontane dal divenire immediatamente attuabili. Pertanto evidenziamo con forza l’urgenza di soluzioni rapide ed interventi mirati che ripristino l’ammontare legittimo della retribuzione”. Lo dichiara in una nota Iris Lauriola, Segretario Nazionale della Confsal-Unsa Esteri.

“Ricordiamo che sono molti i Paesi in cui da almeno 6 mesi si registra una svalutazione dell’euro rispetto alla moneta locale – spiega Lauriola – in primis, USA, Svizzera e Israele, ma non solo,  e la recrudescenza della crisi che avvinghia l’euro non lascia prospettare risollevamenti nelle dinamiche dei cambi sul breve periodo. 

Se a questa rimodulazione dell’ammontare dello stipendio in euro si unisce anche la contrazione dei diritti dei nostri lavoratori, su cui pesano gli approssimativi adeguamenti retributivi attuati nelle scorse settimane e in alcuni casi il depennamento delle detrazioni per carichi di famiglia, ne viene fuori uno scenario a tinte fosche che sta costringendo molti dei nostri impiegati a dimettersi, non considerando più attrattivo economicamente il prosieguo della collaborazione con il MAECI”.

“Le soluzioni prospettate dall’Amministrazione, per quanto condivisibili ed auspicabili – sottolinea la sindacalista – tardano ad arrivare e sembrano rimandare continuamente la loro fase attuativa, lì dove appare ormai inderogabile individuare misure tampone atte a compensare le perdite che si stanno sedimentando da ormai troppi mesi”.

“Per questo annunciamo che in questi giorni avranno luogo Assemblee presso tutte le sedi interessate dalle dinamiche esposte nelle quali verrà deciso quali iniziative intraprendere al fine di attenzionare il MAECI circa la drammaticità della situazione descritta e circa le soluzioni di cui si chiede l’attuazione. In un momento come questo, in cui sono stati chiesti ai nostri lavoratori sempre maggiori sforzi, a fronte di una evidente penuria di personale di ruolo, il MAECI non può permettersi di legittimare un’emorragia di personale a contratto, finora determinante e fondamentale, decretando in taluni casi un vero e proprio blocco operativo delle sedi”, conclude Lauriola.

Roma, 30.09.2022 

CONFSAL UNSA COORDINAMENTO ESTERI

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