CHIUSURA CONSOLATO: A SAN GALLO LA MANIFESTAZIONE DI PROTESTA

29sangallobuonoSAN GALLO\ aise\ – Si è svolta oggi a San Gallo la annunciato manifestazione contro la chiusura del Consolato d’Italia. Promossa dal "Comitato di Protesta contro la chiusura del Consolato d'Italia a San Gallo", alla manifestazione ha partecipato una foltissima rappresentanza dei cittadini italiani della Svizzera Orientale, delle associazioni italiane e di molti cittadini svizzeri interessati alla permanenza del consolato italiano nella città di San Gallo.

Al termine, i promotori hanno consegnato al Console Paolo Alimonti il loro documento indirizzato al Premier Letta e al Ministro Bonino.

Ne pubblichiamo di seguito la versione integrale.

"CONTRO L’ANNUNCIATA CHIUSURA DEL CONSOLATO D’ITALIA IN SAN GALLO

“Una rete diplomatica per il mondo di oggi e non per l’Italia di ieri” con questo slogan, più volte ripetuto, la Vice Ministro Marta Dassù ha presentato già da un anno a questa parte la riorganizzazione della rete consolare italiana. Tra le varie sedi consolari proposte o candidate alla chiusura vi è quella di San Gallo in Svizzera e, subito, viene automatica la risposta:

“Ma cara Vice Ministro, il mondo di oggi sono i 56'000 cittadini italiani che da queste parti restano senza servizi consolari, mentre l’Italia di Ieri è uguale all’Amministrazione della Farnesina da sempre ostile alle comunità italiane all’estero e che. per risparmiare. continua a tagliare i servizi invece di scalfire i privilegi di un personale troppo oneroso.

I cittadini italiani riuniti per protesta davanti al Consolato d’Italia in San Gallo dicono NO alla chiusura della sede consolare, perché sanno che “l’attivazione in loco di agili strutture sostitutive” – come più volte annunciato con sfrontatezza dalla Vice Ministro Dassù per le sedi oggetto di chiusura – non è mai avvenuta e che addirittura queste “agili strutture “ sono il prologo della chiusura definitiva.

I cittadini italiani riuniti per protesta davanti al Consolato d’Italia in San Gallo dicono NO alla chiusura della sede consolare, perché ciò non apporterà alcun significativo risparmio nel bilancio dello Stato. Essi vogliono sapere quali sono i metri di misura, quali sono state le valutazioni che hanno portato all’individuazione della sede consolare di San Gallo e quali sono le differenze fra questa sede consolare, che è di proprietà dello stato italiano e non causa spese immobiliari, e le altre analoghe sedi non interessate alla chiusura. Dov`è il risparmio della spesa?

I cittadini italiani riuniti per protesta davanti al Consolato d’Italia in San Gallo dicono NO alla chiusura della sede consolare, perché non credono alle promesse della ministra Bonino che laddove “sono previste chiusure, il Mae si attiverà per minimizzare i disagi, garantire i servizi alle collettività e mantenere i rapporti con le autorità locali”. Questa promessa si è rivelata una pia illusione in tutti i casi in cui sono state chiuse rappresentanze consolari.

I cittadini italiani riuniti per protesta davanti al Consolato d’Italia in San Gallo dicono NO alla chiusura della sede consolare, perché dalla ministra Bonino e dalla vice ministra Dassù non sono stati nemmeno enunciati quegli “strumenti compensativi” tante volte sbandierati dall’Amministrazione degli Affari Esteri nelle sedi toccate da provvedimenti di chiusura.

I cittadini italiani riuniti per protesta davanti al Consolato d’Italia in San Gallo dicono NO alla chiusura della sede consolare, perché non ritengono giusto che il maggior impegno della diplomazia italiana nei Paesi Emergenti vada esclusivamente a scapito dei servizi tradizionalmente resi alle collettività italiane d’emigrazione.

I cittadini italiani riuniti per protesta davanti al Consolato d’Italia in San Gallo sono contrari al metodo decisionista e autoritario portato avanti dall’Amministrazione degli Affari Esteri, che ha falcidiato la rete diplomatico-consolare in Svizzera e in Germania senza che nessuno abbia mai avuto il coraggio e la correttezza d’interloquire con il mondo associativo e le rappresentanze elette dalla Comunità.

La misura decisa dal Ministero degli Esteri è iniqua, ingiusta e senza proposte alternative, né compensative, tanto meno di orientamento sulle modalità con le quali l'Italia voglia offrire i servizi amministrativi, economici e culturali alla circoscrizione di San Gallo, che per estensione è la più grande della Svizzera. Essa colpisce soprattutto le cittadine e i cittadini anziani che difficilmente possono muoversi per raggiungere un’altra sede consolare in Svizzera.

Per queste ragioni i cittadini italiani riuniti per protesta a San Gallo, occupano il Consolato d'Italia e chiedono al Governo italiano di inviare attraverso un suo rappresentante, e non un diplomatico, la risposta concreta a quanto richiesto". (aise)

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