BATTAGLIA: “RIFORMA PA, SOLO SPOT. NON DEMOCRATICO L’ATTACCO AL SINDACATO”

BATTAGLIA: “RIFORMA PA, SOLO SPOT. NON DEMOCRATICO L’ATTACCO AL SINDACATO”
«Ancora oggi leggiamo sull’Unità un’intervista al Ministro Madia che lascia riflettere sul senso di questa asserita riforma della Pa. Dico “asserita”» afferma Massimo Battaglia, Segretario generale della Federazione Confsal-UNSA «perché la misura sembra essere uno dei tanti spot a cui i politici di ogni colore ci hanno abituato. Eppure leggendo la bozza di decreto vedo poche cose concrete»

«Di fatto il provvedimento, che doveva essere una Rivoluzione per la pubblica amministrazione, ci dice che non serve più il nulla osta dell’amministrazione cedente nel caso in cui un dipendente voglia volontariamente transitare in altra amministrazione e ci dice inoltre che viene eliminata la possibilità del trattenimento in servizio per chi ha i requisiti per andare in pensione, liberando risorse per nuove assunzioni. Due semplici novità» fa presente Battaglia «che sono un vero niente davanti ai problemi da risolvere nella pubblica amministrazione»

«Il Ministro Madia inoltre dice che il taglio del 50% dei distacchi sindacali sono stati chiesti da una parte delle 40 mila mail ricevute» ricorda il Segretario generale «Ma perché non dice che di queste, 13 mila mail, quindi circa il 30%, hanno richiesto il rinnovo del contratto scaduto dal 2009 e che nessun governo rinnova? E perché il Ministro non sottolinea che 40 mila mail, a fronte di 3 milioni e 200 mila dipendenti pubblici, rappresentano l’1,25%, quindi un campione statistico irrisorio?»

Battaglia inoltre dichiara «Questa non è una rivoluzione, né tantomeno una riforma. È aria fritta, in cui si è inserito un colpo di baionetta per eliminare il sindacato, e questo è pericoloso per i lavoratori e per la democrazia. Uccidere i corpi intermedi e i corpi sociali rende più sola la politica. È un clamoroso autogol del governo e un pessimo servizio al paese.» il Segretario conclude «Non ci piegheremo e combatteremo anche in Parlamento per modificare queste norme inique che pregiudicano l’associazionismo sindacale.»

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