aise.it: Riadeguamento retributivo dei contrattisti Maeci: Caiata (FdI) interroga Tajani


ROMA\ aise\ – 
Stanziare più fondi per garantire il riadeguamento retributivo del personale a contratto impiegato nelle sedi estere della Farnesina. A chiederlo è Salvatore Caiata, deputato di Fratelli d’Italia, in una interrogazione al Ministro Tajani.
Nella premessa, Caiata ricorda che “nella rete estera del Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale, condizionata da una patologica carenza di personale, un ruolo preminente è svolto dal contingente degli impiegati a contratto, sia a legge italiana che a legge locale, di cui all’articolo 152 del decreto del Presidente della Repubblica n. 18 del 1967 – che attualmente è stato elevato a 3150 unità con la legge di bilancio per il 2023 – la cui disciplina di riferimento appare confusa, frammentata e caratterizzata da aspetti dalla dubbia legittimità, segnatamente per quanto riguarda gli istituti di tutela, sia retributiva che di sicurezza sociale, riconosciuti”.
“Allo stato attuale, – riporta il parlamentare – il personale a contratto, rappresenta – soprattutto nelle sedi dove si registra una vistosa carenza di organico di ruolo – l’unico motore operativo della rappresentanza, interlocutore dell’utenza locale e riferimento delle comunità e delle imprese italiane che intendono avviare business in loco e delle autorità locali; malgrado il predetto ruolo, il personale a contratto è costantemente escluso da qualsivoglia iniziativa di valorizzazione delle risorse umane e promozione della proiezione del sistema Paese oltre confine: i progetti di sostegno all’internazionalizzazione delle imprese italiane, di valorizzazione del made in Italy e di promozione culturale, anche rientranti nelle misure disposte dal Pnrr di competenza del Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale, non possono però trovare attuazione se non attraverso una piena operatività, tra le altre cose, del predetto contingente di personale”.
“Uno dei paradossi che contraddistingue la configurazione giuridica del predetto personale – sostiene Caiata – si colloca nei limiti relativi alla retribuzione: sebbene l’articolo 157 del decreto del Presidente della Repubblica n. 18 del 1967 preveda l’inderogabile principio della congruità retributiva, disponendo il riadeguamento delle retribuzioni al variare di taluni parametri locali, il medesimo riadeguamento non è automatico né imperativo poiché vincolato non solo alla discrezionalità dell’Amministrazione, ma soprattutto alla disponibilità delle risorse all’uopo destinate, che sono poche briciole se messe a confronto con quanto previsto dal Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale per altri progetti”.
Ricordato che “le risorse per il riadeguamento stipendiale sono aggiornate annualmente, attraverso iniziative parlamentari di tipo emendativo, e non sono stanziate in maniera automatica, ed in occasione dell’ultima legge di bilancio l’ammontare complessivo è stato decurtato del 37 per cento rispetto ai valori del 2022”, Caiata riporta che “attualmente le risorse stanziate, pari a 500 mila euro, sono irrisorie e non consentiranno il riadeguamento retributivo previsto dalla legge con la conseguente emorragia di impiegati a contratto che si troveranno costretti a dimettersi lasciando scoperti centinaia di posti in uno scenario di già vistosa penuria di personale tale da rendere insussistenti le condizioni per l’attuazione dei progetti del Governo e quelli rientranti nelle missioni di cui al Pnrr”.
Il deputato, dunque, chiede al Ministro “se non si ritenga prioritario adottare iniziative di competenza volte a prevedere un’integrazione delle risorse destinate al riadeguamento retributivo del personale di cui in premessa, in vista dell’esercizio di autorizzazione degli aumenti previsto per il prossimo luglio 2023, anche nella prospettiva di garantire l’attuazione delle misure di competenza del Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale nell’ambito del Pnrr”. (aise) 

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