AISE.IT: Confsal Unsa Esteri: stipendi in valuta locale per i contrattisti in Svizzera

  • 05/07/2022 12:04

BERNA\ aise\ – “In ogni Paese moderno e civile un impiegato al servizio di un Ente pubblico ha certezza sull’entità del proprio stipendio. È impensabile che la forza d’acquisto del proprio salario sia dipendente dai movimenti della borsa, dai tassi di cambio sul mercato di valute estere eppure per gli impiegati locali dei Consolati italiani in Svizzera è così: in una mano lo statino paga, nell’altra l’ultima edizione del Financial Times per sapere come possono fare la spesa”. Questa la denuncia di Luigi Fiore, del Coordinamento Svizzera della Confsal Unsa Esteri, secondo cui “viene meno la tutela verso i lavoratori dipendenti da parte del Maeci, datore di lavoro, che si ostina a devolvere gli stipendi in Svizzera in Euro, lasciando i propri dipendenti in balia dei cambi di valuta che oscillano come il sismografo sull’Etna”.
“Tutti i lavoratori dipendenti in Europa hanno già lo sguardo fisso sull’inflazione che corrode la forza d’acquisto dei salari”, scrive Fiore. “In Svizzera un’incertezza in più: cosa fa il cambio questo mese? Quanto ho perso in più, in aggiunta a un caro vita mai compensato da aumenti salariali?”.
Il sindacalista, quindi, facendosi portavoce di tutti gli impiegati locali in servizio sulla rete consolare italiana in Svizzera, chiede “che sia data certezza sullo stipendio con il pagamento in valuta locale; che sia stabilita parità di trattamento con gli altri lavoratori dipendenti, pagati ovviamente in franchi svizzeri; che gli stipendi vengano adeguati al costo della vita e al mercato del lavoro locale svizzero nel rispetto della Legge Ciprini (legge 29 aprile 2021, n. 62); che il Maeci, tanto attento alla “moralità” dei propri dipendenti, dia il buon esempio, applicando innanzitutto verso i propri dipendenti quel comportamento “morale”, di tutela e difesa, già dettato dall’etica dello stato. Anche dello stato italiano”.
“In caso di mancato riscontro da parte del Maeci, – conclude Fiore – gli impiegati a contratto della rete diplomatico-consolare italiana in svizzera chiederanno immediatamente al proprio sindacato lo stato di agitazione e sciopero”. (aise) 

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